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rinvio a febbraio 

Igor aspetta la sentenza per le rapine del terrore

Igor aspetta la sentenza per le rapine del terrore

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Igor non c’è (in videoconferenza come accadeva alle prime udienze). E non ci sarà più avendo rinunciato a presenziare e a sottoporsi al “confronto all’americana” vocale: un test mai realizzato prima a Ferrara, e che avrebbe dovuto portare Alessandro Colombani, unica vittima di Igor Vaclavic/Norbert Feher rimasta delle tre rapine commesse nell’estate 2015, a dire se riconosceva tra le voci ascoltate, quella della persona che lo picchiò a sangue davanti casa sua a Villanova di Denore: quella di Igor, secondo Colombani. E allora, senza confronto, il processo è chiuso. La sentenza il 24 febbraio prossimo. Igor è accusato di tre rapi, oltre che ai danni di Colombani, di un’anziana a casa sua a Mesola e di padre e figlia a Coronella, in casa. I suoi complici, che lo accusano, Ivan Pajdek e Patrik Ruszo sono già stati condannati a 14 e 15 anni. Per Igor, un ergastolo in Italia e altri in Spagna, cambia poco. —

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