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Lido Spina, il parco eolico in mezzo al mare: chiesta maggiore cautela

Annarita Bova
Lido Spina, il parco eolico in mezzo al mare: chiesta maggiore cautela

Il progetto prevede 56 pale al largo di Marina di Ravenna: «I nostri Lidi potrebbero essere solo penalizzati»

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LIDO SPINA. “Più pale eoliche e meno trivelle”. Questo lo slogan che accompagna la presentazione di un nuovo parco eolico offshore davanti la costa ravennate, che pare concretizzarsi a seguito di un accordo siglato dalla società Saipem con le società Agnes e Qint’x. Un impianto annunciato con 56 turbine ed una potenza di 450 MW, dunque con possibilità di produzioni elevate di energia verde. E il dibattito è quanto mai acceso, con la Romagna divisa tra coloro che credono fermamente nella validità del progetto e coloro invece, come pescatori e albergatori, che lo bocciano con forza. E Comacchio? A sollevare la questione il gruppo di minoranza “Per Fare”.

LA PRESA DI POSIZIONE

«Al largo di Marina di Ravenna, a due passi da noi, potrebbero arrivare 56 pale eoliche di altezza sembra di 100 metri tra le 8 e le 12 miglia nel bel mezzo del mare Adriatico. Questi grandi mulini a vento saranno visibili anche (o soprattutto) dai nostri Lidi, forse stravolgendo il paesaggio, la visuale del nostro mare», dicono i consiglieri.

«Certamente quello dell’inquinamento visivo a danno degli scenari paesaggistici, le possibili interferenze con la pesca, oltre alla presenza di zone naturali protette (il sic Marino Adriatico appena istituto), sono temi che anche il silente (e ormai assopito) Comune di Comacchio deve prendere in considerazione». E poi la provocazione: «Al momento la posizione del sindaco Negri e della nuova amministrazione è come su altri temi “non pervenuta”, pur interessando lo skyline del nostro mare, libero, a differenza di quello ravennate, da piattaforme e “ostacoli” visivi”».

LA PROVOCAZIONE

Non solo, «benefici pari a zero per il Comune di Comacchio, come già avvenuto per le estrazioni di metano che hanno giovato alla subsidenza di mare e costa di cui ora ci si lamenta. Benefici, tanti, in termini di creazione di energia pulita. Il progetto è in itinere già da diverse settimane, ma a Comacchio il silenzio è assordante. Ok a meno trivelle, ok alle energie rinnovabili, e crediamo che l’eolico sia in assoluto l’energia “più pulita”. Resta il fatto che in passato l’attuale maggioranza e comitati vari hanno aperto “battaglie” rispetto a interventi sicuramente minoritari». E la frecciata sull’ex Cercom è servita.

«Ora maggioranza e finta minoranza sono al governo, i comitati sono spariti e le associazioni appiattite. In diverse iniziative pubbliche si è discusso di aspetti paesaggistici, ora il silenzio. Legambiente Ravenna è a favore, quella comacchiese intenta a guardare i supermercati sulla Romea. Noi non abbiamo ancora una posizione perché come sempre vogliamo valutare i progetti e il merito. La svolta green è necessaria, ma vogliamo capire tutti gli impatti annessi. Quello che pensa il sindaco lo chiederemo con un atto consiliare, ma i cittadini di Comacchio e gli operatori turistici di categoria cosa ne pensano?». —

Annarita Bova

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