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stop agli f24 

Tabaccai fuori dalla rete «Costi e responsabilità basta servizi bancari»

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La caccia ad una tabaccheria che faccia risparmiare code agli sportelli postali per il pagamento dell’Imu è stata sistematicamente frustrata nei giorni scorsi. La sfortuna non c’entra, è proprio che gli esercenti hanno deciso pressoché in blocco di non fornire più il servizio di pagamento degli F24. «È stata una scelta generalizzata, io stesso non accetto più questi pagamenti - spiega Marco Borghi, presidente della Federazione tabaccai - Il canone da pagare non è compensato dagli introiti e in più c’è il peso della responsabilità del pagamento di un tributo: se qualcosa va storto, rischia di risponderne il tabaccaio».

La rete alla quale gli esercenti hanno rinunciato è quella di Banca 5, che assieme a Lottomatica e Sisal Money consente molti pagamenti elettronici di bollette e ricariche, ma in più rispetto alle altre due veicola servizi bancari come appunto l’F24, e fornisce lo Spid. Il canone è di un’ottantina di euro al mese, considerato alto dagli esercenti, inoltre «la compilazione di questi modelli porta via tempo ed è complicata: se ci sono errori, il tributo non risulta pagato e la banca non garantisce, quindi è il compilatore a risponderne» sottolinea Borghi. Di qui la decisione, da parte di molti, di puntare sugli altri due servizi.

Come recuperare una rete di sportelli importante per i cittadini? Per Borghi «i pagamenti della pubblica amministrazione dovrebbero essere governati interamente attraverso il Qr code, che elimina ogni possibile errore di compilazione e taglia drasticamente i tempi del servizio. In questa maniera le tabaccherie potrebbero tornare a fornire questi servizi». —

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