All’inizio di gennaio i primi vaccinati
L’Emilia Romagna: si parte con personale sanitario e ospiti di residenze. In provincia cinque morti e un ricovero intensivo
Altri cinque decessi, 13 ricoveri all’ospedale Sant’Anna e 58 nuovi contagi da coronavirus. Nuovo pesante bilancio di lutti per Ferrara e provincia con cinque pazienti morti all’ospedale di Cona e all’ospedale del Delta. Si tratta di un uomo di 73 anni, di Ferrara, ricoverato all’ospedale di Cona il 29 ottobre scorso e morto il 15 dicembre; un uomo di 89 anni, di Argenta, deceduto all’ospedale del Delta il 15 dicembre; una donna di 80 anni, di Ferrara, ricoverata il 12 dicembre all’ospedale di Cona proveniente dalla Residenza Residence Service (undicesimo decesso tra gli ospiti della struttura) e deceduta il 16; una donna di 96 anni, di Argenta, morta il 16 dicembre; una donna di 88 anni, di Tresignana, morta il 16 dicembre all’ospedale di Cona. Tutti soffrivano di patologie pregresse concomitanti.
Il bollettino di ieri riporta anche 12 ricoveri nei reparti per Covid positivi dell’ospedale Sant’Anna e 1 paziente di Mesola ricoverato in terapia intensiva. Sempre prossimi alla saturazione quattro reparti Covid del Sant’Anna, mentre si è alleggerita la situazione nelle terapie intensive; sempre sotto pressione invece intensiva e semintensiva all’ospedale del Delta. Delle 58 persone positive in provincia (235 i tamponi negativi) 16 sono residenti a Ferrara, 8 ad Argenta, 6 a Comacchio e 5 a Riva del Po. Sono 65 gli operatori Asl attualmente positivi e 37 al Sant’Anna, in totale un centinaio. Si abbassa, intanto, in Regione il numero dei contagi (nel bollettino di ieri 1. 238 su 17. 567 tamponi). Ancora alta la conta dei decessi: ieri in Emilia Romagna sono stati 78.
Il vaccino anti-covid
Sul fronte della lotta al virus la Regione annuncia che è pronta a dare il via alla prima fase della campagna vaccinale, che partirà a inizio gennaio, «appena il primo vaccino, quello prodotto da Pfeizer, sarà consegnato sul territorio», precisa l’ente di viale Aldo Moro.
L’immunizzazione coinvolgerà prima delle altre categorie «tutto il personale degli ospedali, pubblici e privati, e dei presidi socio-sanitari territoriali, dai sanitari ai tecnici, agli amministrativi, nonché i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta; i volontari e i dipendenti delle associazioni e delle attività di emergenza di trasporto sociale; tutto il mondo delle strutture residenziali per anziani, sia operatori che ospiti».
In questa prima fase le persone che potenzialmente, dato che non c’è l’obbligatorietà, potranno essere vaccinate, sono circa 180mila, per un totale di oltre 360. 000 somministrazioni (due dosi per ogni vaccinazione) nell’arco massimo di 46 giorni (23 per il vaccino e altrettanti per il richiamo); ma si stima che ne bastino 18 per ognuna delle operazioni. Si parla quindi di una media di circa 10.000 vaccinazioni al giorno in regione.
Altissima l’adesione accordata: dai primi quesiti sulle intenzioni di vaccinazione inviati al personale sanitario, quasi la totalità, il 96%, ha espresso la propria volontà di vaccinarsi. «L’Emilia-Romagna è pronta a partire con la vaccinazione agli operatori sanitari e agli ospiti delle residenze per anziani, le due categorie che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di malattia, decesso e dolore nel corso delle prime due ondate epidemiche», hanno dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute.
L’avvio della vaccinazione, hanno proseguito Bonaccini e Donini, «non deve assolutamente indurci ad abbassare la guardia, dobbiamo tutti continuare ad osservare scrupolosamente le indicazioni necessarie a proteggere noi stessi e gli altri fino a quando la battaglia contro il virus non sarà vinta». Punto unico di distribuzione in tutte le province, tranne che a Bologna, che ne avrà due. L’operazione richiederà 5 minuti per la vaccinazione vera e propria più 10 minuti di attesa dopo l’iniezione. Si lavorerà per team, ciascun team farà servizio per 6 giorni a settimana, e non più di 8 ore al giorno, con un minimo di 300 persone vaccinate ogni turno. Per quanto riguarda le vaccinazioni agli ospiti delle strutture per anziani, che sono 1. 976 in regione, saranno effettuate a domicilio nelle residenze. Ogni team dovrebbe operare in modo tale che ciascuno operatore vaccini almeno tre persone all’ora nelle strutture con un massimo di 50 ospiti, mentre per quelle più grandi la tempistica può aumentare ad almeno 4 vaccinazioni ogni ora. —
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