Il “Protocollo Zeus” un piano per rieducare gli stalker e i violenti
L’intesa firmata in Questura punta anche sulla prevenzione Capocasa: «Emergenza civile, serve un cambiamento»
Marcello Pulidori
Scomoda addirittura la figura di Zeus, un Dio immaginari ma pur sempre un Dio, e la sua irrefrenabile “fame”, il nuovo Protocollo firmato ieri mattina in Questura contro gli stalker, a difesa delle donne e per combattere la violenza contro di esse. E per ribadire ancora una volta che picchiare una donna è un atto abbietto.
Firma importante
Lo hanno siglato il questore Cesare Capocasa e il presidente del Cam, il centro di ascolto per gli uomini che maltrattano, Michele Poli. Una firma quantomai significativa e importante. Iniziato come una sperimentazione, il progetto Protocollo Zeus a tutela delle donne è oggi un successo che fa scuola, visto che dopo Milano, Cagliari e Mantova viene applicato anche a Ferrara contro la nuova emergenza. Negli ultimi 10 anni, il dato è nazionale, sono diminuiti gli omicidi, ma sono aumentati quelli con una donna vittima. Nel 2020, fino ad oggi, sono stati 36 gli uomini entrati nel percorso rieducativo del Cam di Ferrara, che diventano in totale 56 con quelli già presenti nel Centro. Ci sono anche detenuti ai quali è consentito uscire dal carcere soltanto per seguire i corsi di recupero del Cam. «È sempre più una questione di civiltà – ha detto ieri il questore Cesare Capocasa – serve un cambiamento culturale epocale».
Castagnotto e Kusiak
Significativa la presenza alla mattinata dell’assessore comunale Dorota Kusiak e della presidente del Centro Donna Giustizia, Paola Castagnotto. Nato nel 2018 a Milano, oggi il Protocollo Zeus vede la Questura di Ferrara e gli enti coinvolti tra i primi che con maggior rapidità hanno, in ambito nazionale, aderito al percorso. Il Protocollo affronta l’emergenza della violenza sulle donne da un punto di vista innovativo: punta a bloccare le recidive di violenza sul nascere, quando ancora non sono cadute nel reato penale, intervenendo direttamente sull’uomo che maltratta la donna, fermandolo, sottolineando il disvalore delle sue condotte, rieducandolo. Una missione, certo, non facile. Ma che non è più rinviabile. –
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