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Spazi a Ferrara Fiere La concessione assegnata fino al 2030

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Esaminato, ieri in commissione, l’atto di transazione sottoscritto tra il Comune di Ferrara e la società Ferrara Fiere e Congressi per la concessione di immobili facenti parte del Centro Fieristico.

«Una transazione che ha dato un po’ da fare - diceva l’assessore Angela Travagli, e che si basa sostanzialmente sulla revisione di quattro elementi. Uno riguarda la durata della concessione con cui il Comune affida a Ferrara Fiere gli spazi del Centro Fieristico, concessione che è stata prorogata dal 2024 fino al 2030 «per uniformarla alle scadenze del protocollo con cui la Regione dà in comodato d’uso gratuito al Comune i propri spazi nel Centro fieristico». C’è poi la questione dei costi sostenuti da Ferrara Fiere per manutenzione ordinaria, straordinaria e per il sisma e alcune spese non riconosciute dal Comune e il «mancato pagamento dei canoni da parte di Ferrara Fiere per 265mila euro – diceva Travagli – perché Ferrara Fiere intende compensare questi lavori di manutenzione e queste spese. Da lì nasce la transazione, perché nel bilancio del Comune c’è il mancato introito e poi non tutte le spese presentate da Ferrara Fiere vengono riconosciute dal Comune. Fino all’accordo pari al riconoscimento delle spese per Ferrara Fiere di 270mila euro: sono state riconosciute spese fino a questo ammontare».

Altro punto della transazione ha riguardato il canone, prima c’era una parte fissa e una variabile, «ora è stato stabilito un canone fisso che varia dai 23mila ai 31 mila euro», diceva Travagli. Ed è stata fatta una modifica al protocollo d’intesa della Città Ateneo e il Comune chiede di dare in comodato d’uso gratuito questi spazi all’università, «un accordo per due annualità – diceva l’assessore – per andare incontro ad una parte della città importante anche per una questione di indotto». Un aspetto questo che ha lasciato qualche perplessità nel capogruppo del Pd, Francesco Colaiacovo, che sottolineava «disparità, visto che il Conservatorio, altra eccellenza di questa città, paga locazioni in spazi comunali ed è in difficoltà non avendo più i locali della sede distaccata». —

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