Attirare le imprese e più digitalizzazione
Concluso il progetto per ridurre le criticità del territorio In arrivo contributi dall’Europa e a febbraio si replica
COPPARO.Una fattiva partecipazione del territorio nel disegnare il proprio futuro e una cinquantina di idee progettuali da candidare ai fondi europei programmazione 2021- 2027. È l’esito del progetto “Ponti per l’Europa”, ieri alle battute conclusive anche se, visto il successo dell’iniziativa, Giovanni Lolli, presidente Fondazione Cfp Cesta, ha già annunciato per febbraio un secondo momento di attività.
L’evento finale, moderato da Alberto Lazzarini, si è tenuto in video conferenza, trasmessa proprio da dove tutto era partito, la sala consiliare del Comune di Copparo. Il sindaco Fabrizio Pagnoni ha delineato le criticità dell’Area Interna Basso Ferrarese emerse da “Ponti” e su cui ci si dovrà concentrare: «Scarso sistema di mobilità, alto divario digitale, basso tasso di scolarizzazione, alta disoccupazione e disallineamento fra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Abbiamo cercato di dare risposte attraverso il contributo di tutti coloro che hanno preso parte a questo percorso, che vedrà una successiva fase improntata già a una visione post Covid».
Il presidente dell’Unione Terre e Fiumi, Andrea Zamboni, ha evidenziato il chiaro richiamo di “Ponti per l’Europa” alle strategie dell’Area Interna Basso Ferrarese, con i suoi 16 interventi: «L’immagine del ponte rappresenta il collegamento fra realtà, città e costa, così vicine dal potersi vedere, ma a volte così lontane da non ricontrarsi. Creare connessioni significa appunto cucire una serie di potenzialità che rimarrebbero isolate, invisibili e inespresse. Bisogna saper cogliere le opportunità in tal senso».
IL LAVORO
Caterina Ferri (Secis Servizi) ha illustrato le modalità e dei risultati di “Ponti”, attivato dal 23 ottobre. «Tre le priorità: incoraggiare un ponte generazionale tra giovani e anziani; favorire la partecipazione civica di quelle fasce della cittadinanza a maggior rischio di esclusione; generare alto impatto territoriale, per ampiezza del partenariato, articolazione dell’intervento, risultati attesi e attività».
Il tutto si è tradotto in una cinquantina di progetti, come riferito da Lolli: «Tre gli obiettivi di sviluppo territoriale, di cui è precondizione la digitalizzazione. Un territorio più attrattivo per imprese e nuova economia, lavoratori, giovani e famiglie; un territorio più competitivo, per supportare l’economia locale, completare le filiere e sviluppare innovazione e resilienza; un territorio più inclusivo per favorire integrazione, autonomia, minor isolamento».
Anguel Konstantinov Beremliysky (project manager for Regional and Urban Policy), ha dato conto dell’approccio dell’Europa sul tema (e dei contributi in arrivo per l’Italia: riceverà 42 miliardi di euro) e che fino al 2027 si concentrerà sulla competitività economica, attraverso la ricerca e l’innovazione e la promozione dei diritti sociali. Chiusura affidata all’assessore regionale Barbara Lori. —
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