Duomo, sculture sepolte da 300 anni Scoperti col restauro i tesori nascosti
La Cattedrale sarà riaperta al pubblico in estate ma solo per turismo, niente celebrazioni per la presenza del cantiere
Gian Pietro Zerbini
È un regalo di Natale inaspettato, una scoperta di grandissima rilevanza storica e che consente di vedere la Cattedrale di Ferrara sotto una nuova luce.
Nei giorni scorsi, mentre si stavano effettuando lavori per la messa in sicurezza dei pilastri portanti che reggono la Cattedrale ferrarese sono venuti alla luce decorazioni, capitelli e sculture delle antiche colonne che sostenevano la cattedrale originale, quella romanica costruita dal 1135. Sculture di grifoni e animali simili a quelle che si vedono in altre cattedrali realizzate nel XII secolo, come Notre Dame a Parigi.
Sepolti per 300 anni
Dopo poco più di trecento anni sono riemersi da quella colata di mattoni e cemento voluta a inizio Settecento dagli allora cardinali Dal Verme e Ruffo, con l’obiettivo di avvolgere e consolidare le colonne con pilastroni più grossi in uno stile tardo barocco che tanto furoreggiava in quegli anni. Un’operazione che alla lunga, come diranno i tecnici nel maggio 2012 all’indomani del terremoto, ha finito per rendere più vulnerabili le colonne portanti alle scosse sismiche, facendo perdere elasticità ai pilastri.
L’intervento
Da qui l’intervento per ristrutturale gli otto pilastri pesantemente danneggiati e con crepe interne che hanno consigliato per motivi di sicurezza di chiudere il duomo dal 4 marzo 2019. Per i tecnici della “Leonardo”, incaricati di ristrutture i pilastri interni, la scoperta di quelle statue e di quei frammenti nascosti tra le pietre, è stata una vera emozione, come conferma Francesco Geminiani, titolare della ditta di restauro.
«Queste scoperte - sottolinea don Zanella, responsabile dell’ufficio tecnico diocesano - stanno facendo riflettere circa la possibilità di mantenere a vista le parti meglio conservate di queste opere e tracce storiche e artistiche per molti aspetti uniche nel suo genere, modificando così l’intervento strutturale e di restauro già previsto».
Apertura in estate
I ritrovamenti, secondo don Zanella, non faranno slittate i tempi del cantiere. Anzi si pensa a primavera avanzata, ma sarebbe più cauto dire estate, anche di aprire parzialmente la Cattedrale di Ferrara al pubblico. Non per celebrare le funzioni, visto che il cantiere è ancora aperto e ingombrante, ma per dare la possibilità ai ferraresi di impossessarsi di nuovo del loro duomo e ai turisti di vedere la cattedrale, con queste nuove scoperte. Ecco che torna in ballo la possibilità di ingresso a pagamento, con il ricavato che andrebbe a sostenere le spese per i restauri. Una scoperta che è una ricchezza in più per Ferrara. —
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