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Lo striscione di Regeni a Ferrara, appello a Ovadia: «Appendilo al Teatro»

Lo striscione di Regeni a Ferrara, appello a Ovadia: «Appendilo al Teatro»

Baraldi (Pd) ricorda le prese di posizione sull’omicidio del nuovo direttore dell’Abbado. Il lenzuolo giallo è stato tolto dal Municipio dopo vandalismi

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FERRARA. Forse Moni Ovadia riuscirà a far ricomparire lo striscione per Giulio Regeni, sparito dalla vista dei ferraresi dopo i danneggiamenti di oltre un anno fa. Questa, almeno, è la speranza di Ilaria Baraldi (Pd), che ha lanciato un appello al nuovo direttore del Teatro Comunale in questi giorni di mobilitazione nazionale per portare a processo gli accusati della morte del giovane ricercatore italiano in Egitto. Baraldi ricorda in una lettera aperta che Ovadia anche nel suo saluto alla presentazione del rapporto dei diritti globali della Società Informazione onlus di pochi giorni, e poi in altro messaggio a tre anni dall’omicidio si era schierato per l’impegno su questo caso. «Da pochi giorni le è stato affidato un ruolo importantissimo, non di solo prestigio: quello di direttore del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara – scrive la vicecapogruppo Pd – Come uomo di cultura sa quanto la manifestazione anche simbolica, la rappresentazione anche fisica, siano testimonianza di quel “non dimenticheremo”, siano un viatico per l’impegno concreto, che poi deve manifestarsi su altri e alti livelli. Fino a pochi mesi fa, sullo scalone del Municipio era appeso lo striscione giallo che chiede verità per Giulio Regeni, poi rimosso per ragioni “estetiche” e mai più ricollocato».

L’appello di Baraldi è quindi «far tornare lo striscione, appenderlo al Teatro da Lei diretto, affinché tutte e tutti possano tornare a vederlo e a ricordare. Finché Giulio Regeni e la sua famiglia non avranno la verità che meritano, finché quella verità non sarà proprietà collettiva, bene comune, è giusto continuare a manifestarne anche simbolicamente la ricerca».

L’ultima presa di posizione del Comune in proposito risale a mesi fa, e riferiva l’intenzione di concordare con Amnesty Ferrara la definitiva collocazione dello striscione, che non veniva considerato opportuno mantenere su edifici pubblici. —

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