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PARTECIPANZA DI CENTO 

Sorteggio dei borghi Gallerani non ci sta: procedura illegittima

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CENTO. Il consigliere di Partecipanza Attiva Mirco Gallerani ha scritto al presidente della Partecipanza centese, Oliviano Tassinari, ai componenti del consiglio, alla Regione e per conoscenza alla Guardia di Finanza perché «la Regione non ha mai ricevuto e quindi autorizzato il Regolamento della divisione approvato e modificato tre volte dalla maggioranza targata Oliviano Tassinari. Quindi il sorteggio dei borghi in programma per domenica, come gli altri atti fatti fino ad oggi nell’ambito della divisione dei capi, risulta nullo».

la richiesta

Gallerani diffida il presidente Oliviano Tassinari «nel dar corso al sorteggio dei borghi della divisione 2019-39 in programma per domenica 20 dicembre. Si tratta di un Regolamento che non è mai stato visionato, controllato e approvato dalla Regione, perché mai inviato dall’attuale governo della Partecipanza di Cento».

Per verificare l’effettiva mancata approvazione, Gallerani ha scritto alla Regione il 9 dicembre e il 16 è arrivata la risposta: «La Regione Emilia-Romagna, Servizi affari generali, giuridici e finanziari, a firma del responsabile Stefano Cavatorti scrive che non risultano pervenute delibere di modifica di regolamenti e ricorda che nel sistema previsto dalla citata legge regionale, art. 50, l’esperimento del controllo è condizione per l’esecutività degli atti che vi sono per legge soggetti’». «La Regione stessa – prosegue il consigliere di Partecipanza Attiva – richiama la Partecipanza a inviare il Regolamento in Regione, attenderne l’approvazione, prima di procedere. L’esperimento del controllo è condizione per l’esecutività degli atti che vi sono per legge soggetti». Per questo il consigliere Mirco Gallerani «diffida il presidente della Partecipanza Agraria di Cento Oliviano Tassinari dal dare corso al sorteggio. Se la maggioranza dovesse comunque decidere di proseguire, a dispetto della legge regionale, le conseguenze non sono più solo amministrative di tipo pecuniario, ma rientrano nel penale». —

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