«Nuove residenze e diritti edificatori» La delibera “espansiva” ora agita il Comune
Il documento che modifica il Poc non arriva nemmeno in commissione Savini (Lega): valutare le ricadute. Soffritti (FdI): no grande commercio
il caso
C’è una delibera urbanistica che riapre la scatola del Piano operativo comunale con l’intento di scongelare interventi edilizi sull’onda di fattori, come l’invasione degli studenti universitari e l’aumento delle presenze turistiche, che evidentemente si spera di riprendere a cavalcare con l’esaurirsi della pandemia. Doveva andare in commissione consiliare già nei giorni scorsi, per approdare entro fine anno in Consiglio, ma la presentazione è saltata. Alcuni consiglieri della maggioranza hanno infatti chiesto un approfondimento, che l’assessore Andrea Maggi ha subito accordato, per comprendere «le ricadute concrete di questa “finestra di possibilità” aperta dalla delibera - sono le parole che usa Francesca Savini (Lega) - quante richieste d’intervento potranno pervenire e quali strumenti resterebbero in possesso dell’amministrazione per intervenire in caso di non condivisione».
E la bozza, pur incentrata sugli interventi residenziali e di recupero, sembra aver fatto riaffiorare in maggioranza i timori di via libera a nuovi insediamenti commerciali, «non siamo assolutamente nelle condizioni di aumentare le superfici della grande distribuzione, abbiamo già il record europeo di queste tipologie» mette in chiaro Federico Soffritti (FdI).
il contenuto
La delibera è formalmente una integrazione del Documento degli obiettivi del 2º Piano operativo comunale, che potrebbe apportare «elementi di forte rigidità degli strumenti urbanistici comunali e possibile causa di distorsioni del mercato immobiliare, limitando in sostanza le possibilità d’intervento per la realizzazione di residenze ai soli 14 piani attuativi generati dal 1º Poc» e a quelli del vecchio Prg non ancora attuati, considerato che il nuovo Piano urbanistico generale non arriverà prima del 2023. Nel frattempo Unife è salita da 17.202 a 22.800 iscritti, e i turisti da 389mila a 470mila nel 2019, generando «crescente tensione nel mercato degli affitti abitativi». Di qui l’opportunità, in vista del post-pandemia, di accogliere «eventuali proposte d’insediamento residenziale che prevedano la trasformazione e il riutilizzo d’insediamenti esistenti e/o aree già urbanizzate o comunque intercluse nel territorio urbanizzato», con particolare riferimento a nuove case nelle frazioni.
Non solo: nelle aree destinate agli insediamenti residenziali andrebbero «assegnati diritti edificatori perequativi» per le «aree di riqualificazione o nuova urbanizzazione terziaria». Ecco scattare il timore anche di nuovi market, in una città che «ha già 55mila mq di Gdo, mentre Bologna arriva a 70mila con il triplo di abitanti» ribadisce Soffritti.
i dubbi
Anche Savini, già protagonista della battaglia anti-silos ex Mof, nutre dubbi, seppur di natura in parte diversa: «Certi interventi vanno inquadrati in un Pug che tenga conto di fattori come andamenti demografici e sviluppo di servizi e commercio. Più che di ristrutturazioni di carattere residenziale, delle quali non mi sembra ci sia necessità, bisognerebbe favorire ristrutturazioni di attività produttive, e l’assessore ha subito accolto la nostra richiesta». Se ne riparla probabilmente con l’anno nuovo. —
Stefano Ciervo
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