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Connubio aziende-formazione Il Vergnani parte dalla 2 Valli

Connubio aziende-formazione Il Vergnani parte dalla 2 Valli

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Nonostante le difficoltà legate al Covid 19, il dirigente del Polo scolastico agroalimentare estense, Massimiliano Urbinati, continua con il progetto iniziato in agosto con la collaborazione di Adriano Facchini, esperto di marketing agroalimentare e territoriale, coadiuvato dal professor Vincenzo Brandolini per la ricerca scientifica legata alla salute. E così mercoledì al Vergani si è tenuto un nuovo incontro, con ospite la 2 Valli di Ostellato, una delle aziende locali che partecipa a questo progetto che lega la formazione (istituto agrario e alberghiero) alle aziende del territorio, passando per il mondo del volontariato.

«La valorizzazione del territorio passa attraverso le filiere di prodotto, e la filiera sociale, coinvolgendo a supporto di studenti e professori oltre alla scuola, l’informazione, la ricerca scientifica, il volontariato, le amministrazioni locali ma, soprattutto, le imprese, partendo da quelle agricole a quelle agroalimentari di Ferrara e provincia», dice Facchini.

Il progetto è chiaro nella mente dei due ideatori: creare rapporti con partner ai massimi livelli. E saranno creati due tipologie di partner, una per l’agricoltura (reference farm), e una per l’industria agroalimentare locale (reference agrifood company). Per questa seconda categoria come primo partner è stato scelto la 2 Valli di Ostellato, industria leader in Europa per il pomodoro industriale biologico, la quale ha un pool di aziende agricole che coltivano ben 18mila ettari di terreno, il 10% dell’intera nostra provincia. Un vero fiore all'occhiello per il progetto scolastico voluto da Urbinati.

E mercoledì, alla presenza di Nicola Martini e Valerio Rocchi, la 2 Valli ha portato un ingente quantitativo di prodotto, parte utilizzato dai ragazzi del Vergani per abbinarlo ad alcune specialità ferraresi. «Perché prima ancora dell’Artusi c’è stato Messisbugo, Ferrara poteva e può ancora diventare una capitale del cibo», precisa Facchini.

La partenza del progetto è avvenuta alla Sagra dello storione, perché lo storione è una di quelle tipicità in cucina che vanno recuperate. «Le iniziative non mancheranno, anche se ovviamente l’attuale emergenza sanitaria impedisce di svolgere le tante iniziative già messe in calendario», chiude. —

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