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scontro in vista del voto 

Test antidroga in Comune Affondo antiproibizionista «Ipocrisia e moralismo»

S.C.
Test antidroga in Comune Affondo antiproibizionista «Ipocrisia e moralismo»

Macario (Arcigay) attacca la mozione Ferraresi (ex Lega) firmata anche da M5s consiglieri civici e di sinistra Domani la discussione

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I test antidroga per sindaco, assessori e consiglieri dividono gli schieramenti politici, e in particolare nel centrosinistra toccano nervi scoperti. La mozione presentata da Anna Ferraresi, ex leghista del gruppo Misto, è stata sottoscritta anche da Tommaso Mantovani (M5s), e da esponenti del centrosinistra come Roberta Fusari (Azione civica) e Dario Maresca (Gam), ed è probabilmente a questi ultimi che sono rivolti gli strali di Manuela Macario, esponente Iv e Arcigay, oltre che del fronte antiproibizionista. La richiesta agli amministratori pubblici di sottoporsi, volontariamente, al test per verificare se si è fatto uso di sostanze, con incorporato l’invito a rendere noti i risultati, per Macario è un «brutto messaggio ipocrita e moralista. Anni di battaglie antiproibizioniste buttate alle ortiche, anni di cultura di riduzione del danno scaricata nel sifone del water. Anni di battaglie libertarie calpestate con una semplice interpellanza. Non mi stupisce la prima firmataria che è stata eletta con i voti della Lega, ma gli altri?». L’ex coordinatrice provinciale renziana si chiede «perché non facciamo anche l’alcol-test a tutti gli amministratori, tutti anche quelli che hanno firmato l’interpellanza, possibilmente dopo orario aperitivo. Oppure no perché l’alcol è legale? Ma non è il buon esempio quello che volete dare? Che brutta pagina di storia locale che state scrivendo».

Ferraresi per prima non deflette: domani la mozione sarà discussa in Consiglio comunale, al secondo tentativo dopo la mancata ammissione a giugno di una mozione più assertiva, «chiediamo anche campagne informative soprattutto nei confronti degli studenti, e comunque l’impegno richiesto agli amministratori è a esprimersi sulla volontà o meno di fare il test».

Andrà valutato a questo punto l’atteggiamento del Pd, che non ha sottoscritto il documento, e della maggioranza consiliare. —

S.C.

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