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LA TESTIMONIANZA

Coronavirus, il racconto: «Io, medico ferrarese bloccato a Londra»

Marcello Pulidori
Coronavirus, il racconto: «Io, medico ferrarese bloccato a Londra»

Davide Cavallini, 40 anni, è fermo all’aeroporto di Heathrow. E la scorta di medicinali di cui ha bisogno sta terminando

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FERRARA. Bloccato in aeroporto a Londra (Heathrow), senza poter tornare in Italia per le vacanze di Natale. Non bastasse il virus “titolare”, ora ci si è messa anche la sua variante inglese a disturbare. È la vicenda del medico ferrarese Davide Cavallini. Nel Regno Unito da alcuni giorni per motivi di lavoro, domenica stava già effettuando le operazioni di imbarco, volo British Airways, Londra–Milano Linate delle 18, 25, quando sui tabelloni degli imbarchi è apparsa la scritta “volo cancellato”. «Sapevo ovviamente delle nuove disposizioni del nostro Governo legate alla mutazione del coronavirus – dice Cavallini, che esercita la professione in città – ma purtroppo ho dovuto constatare che, quanto ad assistenza da parte del nostro Paese, siamo i peggiori. Da domenica ho provato incessantemente a telefonare alla unità di crisi della Farnesina, senza che nessuno mi rispondesse.

Solo un paio di ore fa (ieri alle 13, 30 italiane, ndr) ho ricevuto la laconica telefonata di un funzionario dell’ambasciata italiana a Londra che mi chiedeva i dati personali. Ma non una parola sul nostro futuro, sulle prossime ore, su quando avrei potuto prendere un volo per tornare a casa. Insomma, abbandonato dal tuo Paese, e vi assicuro che non è una bella sensazione». Soprattutto se il giorno successivo, vale a dire lunedì, i portoghesi (e anche i cittadini di altre Nazioni) si sono imbarcati regolarmente per fare ritorno in patria. Alcuni Paesi infatti hanno deciso di non mettere un “embargo” immediato al Regno Unito, consentendo in questo modo ai propri connazionali di tornare a casa. Un’anomalia già vissuta a febbraio, quando l’Italia bloccò i voli dalla Cina, ma era possibile rientrare nel nostro Paese facendo scalo in altri aeroporti continentali.

Cavallini, tra l’altro, ha necessità di assumere farmaci, la cui scorta sta per esaurirsi. Un problema in più, e non di poco conto. «Domenica – ci racconta ancora al telefono da Londra – sono arrivato in aeroporto con qualche ora di anticipo perché temevo ci potessero essere problemi sui controlli, c’erano centinaia di italiani in attesa. Ma dopo due ore di attesa, la cattiva notizia: uno steward ci ha avvisati che non potevamo più tornare in Italia, i voli erano cancellati e che era inutile che ne cercassimo altri perché ormai era tutto bloccato». Poi anche la scritta sui tabelloni. Il medico ferrarese, arrivato a Londra il 15 dicembre e che sabato scorso si è sottoposto al tampone (negativo), ieri pomeriggio si trovava nella stanza di un albergo nelle vicinanze dell’aeroporto. Senza ancora aver ricevuto nessuna comunicazione da parte delle autorità italiane. —

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