Le concessioni dividono Contesa in Comune sull’Ufficio demanio
La minoranza ha accusato la giunta di cattiva gestione La replica di Fratelli d’Italia arriva puntuale: «Fino a ieri c’eravate voi qui»
PORTO GARIBALDI. È rovente il tema della proroga delle concessioni demaniali al 2033, sulla quale pende il verdetto della Commissione Europea con la paventata messa in mora dell’Italia. Dopo la presa di posizione di ieri del capogruppo della lista civica Per Fare, Alberto Righetti, che ha puntato il dito contro l’amministrazione, interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia, Bruno Calderoni.
la posizione
«Siamo in fase di riorganizzazione dell’Ufficio demanio. Siamo ben consapevoli che ci sono criticità, dipese da trasferimenti di dipendenti per concorsi vinti in altri enti, – osserva Calderoni –, ma stupisce che a 3 mesi dal nostro insediamento, chi ci ha preceduto, ora punti il dito verso di noi». Voglio far notare che sabato scorso – prosegue Calderoni –, eravamo in tanti alla fiaccolata sul Portocanale e c’era tutta la giunta. Anche Fratelli d’Italia ha aderito all’iniziativa promossa dalla Lega, per difendere gli investimenti di una vita dei nostri imprenditori balneari».
L’assenza dell’opposizione non è passata inosservata per Calderoni che, replicando al collega Righetti, evidenzia come «teniamo ben monitorata anche la situazione relativa ai rallentamenti burocratici che si sono registrati all’Ufficio demanio».
l’organizzazione
Dal 19 ottobre, il Servizio demanio è sguarnito del proprio responsabile, in quanto l’istruttore direttivo tecnico ha vinto un concorso a Copparo. Un secondo dipendente del medesimo servizio, invece, ha vinto un concorso in Regione. Il Comune sta lavorando attorno all’assunzione di un nuovo funzionario responsabile, attraverso lo strumento del comando, una modalità che consente ad un dipendente comunale in possesso dei titoli necessari, di prestare servizio in un altro Comune, per consentire a quest’ultimo di superare la situazione emergenziale. Sulle proroghe alle concessioni demaniali, «ora ci aspettiamo che il legislatore ci metta mano».
come funziona
«L’ulteriore proroga di 15 anni – spiega Nicola Spinabelli, presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina, presente sabato scorso con altri trenta titolari di bagni sul lato Lido Estensi del Portocanale –, è una legge dello Stato. Questo tempo deve servire per regolarizzare la nostra posizione ed impedire la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione europea».
Per Spinabelli la soluzione definitiva è quella di riportare le concessioni demaniali italiane al loro status giuridico di partenza, ossia al rinnovo automatico al momento della scadenza. —
Katia Romagnoli
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