La Nuova Ferrara

Ferrara

Fu Tentata violenza privata 

Assolto per i reati gravi agente penitenziario

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Niente percosse, niente lesioni, nessun odio razziale sul detenuto Amin El Madoun che denunciò Roberto Tronca, agente di polizia penitenziaria e per questo finito a processo. Ieri il gip Vartan Giacomelli lo ha assolto dai reati che gli contestava la procura, ma lo ha condannato rivedendo il fatto come una tentata violenza privata: 1 anno di pena, contro la richiesta del pm Fabrizio Valloni che in aula (l’indagine è del pm Isabella Cavallari) aveva proposto al giudice la condanna a 1 anno e 8 mesi. «Siamo estremamente soddisfatti perché il fatto di cui l’agente era accusato è stato ridimensionato – spiegava ieri il legale Denis Lovison –. Ora attendiamo le motivazioni della sentenza per capire come sia possibile una tentata violenza privata in assenza di lesioni e percosse. Comunque, ribadisco, anche l’odio razziale, l’aggravante contestata è del tutto caduta». Un fatto che si consuma in due episodi secondo l’accusa l’1 e il 5 febbraio 2018 quando Tronca avrebbe percosso e causato lesioni al detenuto, dicendogli “arabo di...” per costringerlo a rivelare i nomi di spacciatori all’esterno che fornivano droga in carcere. Tanto che lo stesso Tronca, da quanto era stato contestato in un primo momento, era stato indagato per concorso in induzione di spaccio poiché, secondo la denuncia del detenuto e i primi atti dell’indagine, il poliziotto (tra i più esperti con decenni di servizio sulle spalle) aveva usato le maniere forti con il detenuto per sapere da lui chi e come veniva fornita la droga in carcere. Tronca, da agente esperto, aveva subito intuito e cercava di indagare per interrompere il flusso di droga dall’esterno al carcere. Poi l’inchiesta, il trasferimento al carcere di Bologna, ora l’assoluzione per i reati gravi e potrebbe chiedere di tornare a Ferrara. –

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