Goro, pesca abusiva in Sacca: scoperti altri due "furbetti"
Oltre a duemila euro di multa a ciascuno, gli agenti hanno anche sequestrato le loro attrezzature
GORO. Occhi puntati sulla Sacca di Goro. Dal 2 dicembre scorso l’attività di controllo e contrasto al fenomeno della pesca di frodo è stata potenziata su disposizione del prefetto Michele Campanaro. Dal 2 al 23 dicembre 2020 l’autorità marittima ha individuato e sanzionato 2 vongolari intenti in attività di pesca abusiva nella Sacca di Goro, il conto è stato salato: duemila euro di multa e il sequestro dell’attrezzatura di pesca. Salgono così a cinque gli illeciti della stessa tipologia complessivamente contestati dal predetto Ufficio circondariale marittimo negli ultimi due mesi.
Ufficio che ha inoltre partecipato all’operazione nazionale “Frontiere Tracciabili”, sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Controllo Pesca del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto di Roma e della direzione marittima di Ravenna. Duplici le priorità di questa rilevante operazione: da un lato garantire i consumatori e dall’altro garantire informazioni corrette sull’origine e la tracciabilità del pescato. Sono state elevate complessivamente 6 sanzioni amministrative di importo complessivo pari ad € 6.098,00. Complessivamente è stato sequestrato un quantitativo di prodotto ittico di 1927 chili. Nello stesso periodo sono state, inoltre, condotte ulteriori operazioni interforze, con mirate verifiche di trasporto dei prodotti ittici, sotto il coordinamento della locale Questura, che hanno coinvolto, oltre al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo, anche militari dell’Arma dei Carabinieri di Comacchio con il concorso dei Carabinieri Forestali, e agenti del Corpo di Polizia Provinciale.
In totale sono state controllate 106 persone e 84 mezzi. Il risultato di maggiore rilievo è stato il deferimento all’Autorità Giudiziaria di un cittadino extracomunitario già interessato da decreto di espulsione, fermato mentre trasportava Kg. 300 di vongole prive di qualsiasi tracciabilità. Il prodotto è stato sequestrato e rigettato in mare. Contestualmente le Forze di Polizia hanno verificato anche il rispetto delle misure tese al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
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