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ieri a Santo Stefano 

Festa dei diaconi permanenti Sono 23 nella diocesi ferrarese

Festa dei diaconi permanenti Sono 23 nella diocesi ferrarese

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Dopo le celebrazioni religiose del Natale, con le messe di mezzanotte anticipate in modo da finire entro le 21.30 per consentire il ritorno a casa prima delle 22, ieri, festività liturgica di Santo Stefano il vescovo ha celebrato nella chiesa dedicata al Santo in Piazza Saint Etienne la festa dei diaconi. Nella diocesi di Ferrara-Comacchio sono presenti 23 diaconi permanenti dei quali 21 sono sposati che operano a livello di uffici pastorali, parrocchie e unità pastorali. Un percorso iniziato 25 anni orsono, che si è arricchito di diverse sensibilità e competenze.

Ieri il vescovo Gian Carlo Perego, nell’omelia ha ricordato il ruolo dei diaconi nella chiesa ferrarese.

«Nel diaconato - ha detto - servizio della Parola e servizio delle mense devono camminare insieme, come cammina insieme la liturgia e la vita. Questa unità non deve avvenire solo a livello personale, ma anche a livello ecclesiale, nella struttura della Chiesa. In questo senso, nell’ordinazione dei sette diaconi, tra cui Stefano, non si esalta solo la testimonianza personale e la necessità del servizio alle mense, ma nella Chiesa viene istituito un ministero permanente, che rende visibile e strutturata la carità. Anche oggi nella Chiesa sentiamo questa necessità che la carità sia strutturale. Si tratta di non disperdere i passaggi fondamentali nella storia della Chiesa in cui la carità non era semplicemente un’opera di misericordia, ma strutturava il monastero (Basilio e Benedetto), strutturava la nuova civitas (l’Ospedale), coniugava cura e ricerca (S. Camillo e Muratori), pensava uno Stato moderno fondato su libertà, uguaglianza e fraternità (i parroci francesi al tempo della Rivoluzione), portava a fronte dell’industrializzazione e alla urbanizzazione alla nascita di un Magistero sociale, a nuove forme di consacrazione per estendere i diritti - lavoro, salute, casa, scuola…- (Maddalena di Canossa, S. Antida Thouret, Santa Cabrini…) fino coniugare carità e giustizia (La Pira, Livatino), economia e condivisione (Giordano dell’Amore, Mattei, Olivetti), pace e sviluppo (S. Giovanni XXIII e San Paolo VI), in una sintesi sempre rinnovata negli ultimi pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, che seguendo la Gaudium et spes guardano al mondo come a una sola famiglia umana, una fraternità». —

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