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Il teatro prova a ripartire Gli spettacoli in cartellone

Giorgio Carnaroli

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Con tanto ottimismo e soprattutto con la speranza che tutto possa ritornare ad una vita normale e a frequentare il Teatro dei Fluttuanti, la direttrice artistica Gianna Dirani e tutto lo staff del teatro di via Pace ad Argenta, hanno scritto agli appassionati di cinema e stagione teatrale. «Nella terribile situazione che stiamo attraversando, assolutamente senza precedenti – dica Dirani –, gli unici momenti per noi di gioia sono quelli durante i quali riusciamo ad intravedere uno spiraglio nel buio che ci avvolge, per condividerlo con il nostro pubblico. La voglia di ricominciare è tanta e per questo abbiamo continuato sempre a lavorare nell’attesa di poter finalmente riprendere le attività del nostro amato teatro e cinema, nonostante mesi così altalenanti, come del resto i nostri colleghi in ogni parte del mondo».

gli appuntamenti

Seppure le incertezze non permettono di programmare a breve nessun evento, «abbiamo comunque fissato il calendario per dare a voi tutti un segnale concreto di speranza e di rinascita. Si tratta di sei spettacoli rimasti in sospeso durante la scorsa stagione, per i quali i biglietti già venduti restano validi, e sette nuove rappresentazioni».

Queste le date: 6 marzo, Fabernoster, La buona novella; 12 marzo Gabriele Cirilli , Mi piace… di più; 19 marzo Rockopera – Abba Dream; 25 marzo Oblivion, Oblivion Rhapsody; 9 aprile Paolo Cevoli, La sagra famiglia; 16 aprile Angela Finocchiaro e Daniele Trambusti, Bestia che sei; 24 aprile Lino Guanciale, Non svegliate lo spettatore. Gli altri spettacoli previsti fra marzo e maggio 2021: Lillo & Greg, Gagmen; Corrado e Camilla Tedeschi, Partenza in salita; Vincenzo Salemme, Con tutto il cuore; Paolo Conticini, Poteva andare peggio; Elio Germano, Segnale d’allarme; Marco Travaglio, Ball fiction. «Siamo certi di poter contare sul vostro sostegno e sulla vostra presenza anche quest’anno, che ci auguriamo sia migliore di quello che ci lasciamo alle spalle, per riprendere il discorso dove abbiamo dovuto bruscamente interromperlo. Nessuno, lo scorso Natale – è la riflessione – avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente sospettare che le nostre esistenze sarebbero cambiate così profondamente, di lì a poche settimane».

l’invito

«Siamo stati travolti dall’imponderabile, dall’imprevedibile. Eppure siamo convinti che da tutta questa sofferenza – ecco un po’ di sano ottimismo – almeno cose estremamente positive siano già emerse chiaramente; ognuno di noi si è riscoperto capace di una inaspettata creatività, pur di continuare a svolgere le proprie occupazioni con nuove modalità fino ad ora mai sperimentate. Abbiamo cioè ritrovato la fiducia in noi stessi, mettendoci alla prova nel momento più duro e capendo di potercela fare». — Giorgio Carnaroli

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