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La sfida del rettore Zauli «Vorrei 30mila studenti»

Giovanna Corrieri
La sfida del rettore Zauli «Vorrei 30mila studenti»

Il bilancio del “numero uno” dell’ateneo all’inaugurazione dell’anno accademico Soddisfazione per il nuovo corso di laurea in tecnologie agrarie e acquacoltura

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«Nel corso del 2020 l’emergenza covid ha impattato sulle procedure concorsuali che hanno subito blocchi, ciononostante sono state assunte ben 48 persone in ruoli amministrativi e tecnici, 33 inquadrati nella categoria C e 15 in D. Ed è stata acquisita un’unità di personale in comando oltre ad essere stato prorogato un comando già in essere. Nell’arco dell’anno quattro persone hanno avuto un avanzamento di carriera, e sono state effettuate selezioni interne che hanno consentito assegnazioni di funzioni superiori».

È in occasione dell’inaugurazione del 630º anno accademico di Unife che il rettore Giorgio Zauli ha risposto indirettamente alle accuse di organico ridotto degli amministrativi’ “ribelli”, ricordando, sulle questioni covid, altro tasto dolente, che nel 2020 «per ridurre al massimo i rischi sanitari per le attività amministrative è stato estensivamente adottato lo smart working grazie anche al sempre corretto confronto con le rappresentanze sindacali».

A creare indignazione anche le recenti decisioni del Senato accademico e la questione del dimezzamento del peso elettorale della componente amministrativa nel voto rettorale: ma per Zauli il supporto del personale tecnico-amministrativo «è stato, è, e sarà sempre fondamentale per affrontare le sfide dell’Ateneo presenti e future». E per il futuro di Unife, Zauli, non ancora in vena di bilanci conclusivi «essendo entrato nell’ultimo anno del mio mandato», auspica obiettivi di crescita, degli studenti iscritti per esempio: quest’anno «oltre 9mila nuovi immatricolati (8.500 l’anno scorso), un nuovo record storico – è stata la considerazione del rettore – fosse per me avrei l’ambizione di portare l’Ateneo ben oltre 30mila studenti (oltre 25mila oggi), obiettivo certamente alla portata dei prossimi anni accademici se solo non si invertirà la rotta da me tracciata; ma se chi mi succederà – ha detto ancora il rettore – intendesse del tutto lecitamente ridurre l’offerta formativa, con la motivazione di stabilizzare o mantenere il numero di studenti, ciò che considero una pericolosa chimera, occorre però avere il coraggio di far sapere a tutta la comunità accademica che questa eventuale scelta comporterà inevitabilmente in pochi anni un’inversione del dato di entrate del Fondo di funzionamento ordinario».

Fondo che nel 2020 «ha registrato un incremento record, pari a oltre 3 milioni in più rispetto al 2019», permettendo, ha aggiunto Zauli, un mantenimento positivo dell’Indice di sostenibilità economico finanziaria «nonostante il notevole investimento sui reclutamenti». Nella relazione del rettore anche «la reattività dell’Ateneo» di fronte alla pandemia, «la lungimiranza degli organi accademici» nella scelta della didattica mista per l’anno in corso, le agevolazioni economiche erogate e di cui gli studenti «hanno usufruito in altissimo numero, solo il 6% paga l’importo massimo delle tasse».

Citato anche il nuovo corso di laurea in Tecnologie agrarie e acquacoltura del Delta, il mantenimento dei 600 posti a Medicina e il ricorso al Tar per il corso non accreditato a Cotignola, e ancora il nuovo dottorato di ricerca internazionale in Terapia avanzata e farmacologia sperimentale, e il lavoro fatto per l’accreditamento delle scuole di specializzazione sanitarie che, a novembre 2020, contano 600 iscritti. –

Giovanna Corrieri

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