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Emergenza coronavirus a Ferrara

Il V-Day al Sant’Anna La giornata “storica” di cinquanta vaccinati

Gi.Ca.
Il V-Day al Sant’Anna La giornata “storica” di cinquanta vaccinati

Medici e infermieri, dirigenti delle aziende sanitarie nel primo gruppo selezionato Il commissario Bardasi: aperta la strada che porta verso l’immunità di gregge  

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Il furgoncino del corriere, scortato dalla polizia, è arrivato a Cona pochi minuti dopo le 9. Un viaggio breve e senza intoppi dall’ospedale Bellaria, di Bologna, fino a Ferrara, ma fa già parte della “storia” ferrarese della pandemia.

Nel box refrigerato consegnato al personale del Sant’Anna erano contenute le prime dosi del vaccino anti-Covid, l’arma più efficace - secondo gli esperti - per confinare e battere la pandemia che continua a seminare morti e contagi nel Paese e nel mondo.

Ad attendere i flaconi, nella giornata europea che anticipa con un atto simbolico e di sensibilizzazione mediatica la campagna di vaccinazione di massa che partirà gennaio (il 2 o il 4 le date indicate ieri come le più probabili) c’era il personale del servizio di farmacia ospedaliera , diretto dalla dottoressa Paola Marra, e i referenti del Laboratorio unico provinciale.

Una dose dopo l’altra

Conservati a una temperatura da frigo (2-8 gradi) i flaconi scongelati del siero prodotto dalla Pfizer-Biontech sono rimasti in “stand by” per cinque ore, nelle sale del Laboratorio dell’ospedale. Dalle 14 fino alle 16.45, una dose dopo l’altra, il vaccino ha iniziato la sua azione contro il virus schermando contro la malattia il primo contingente di 50 tra medici e infermieri della provincia, in forza all’Asl e al Sant’Anna.

Sono i sanitari che hanno deciso di anticipare, in concomitanza con il V-Day, l’adesione alla campagna degli altri 9mila colleghi che hanno già comunicato la propria disponibilità ad assumere il farmaco.

In provincia i siti ospedalieri individuati per vaccinare la popolazione sono due: l’ospedale Sant’Anna, a Ferrara, e l’ospedale del Delta, a Lagosanto. L’attività nelle case di riposo, nelle rsa e nelle altre strutture di ospitalità e ricovero per anziani e disabili, sarà svolta da unità mobili che raggiungeranno le destinazioni secondo una tabella di marcia che deve ancora essere definita.

Il centro vaccinazioni del Sant’Anna ieri è stato sottoposto a un primo rodaggio. Aveva tre postazioni operative rispetto alle sei del modello a regime, ma i presenti hanno potuto assistere ai vari passaggi della procedura.

Accesso e uscita

Chi accederà al servizio nell’ospedale di Cona entrerà dall’ingresso numero 4, su un fianco dell’atrio principale, in una zona adiacente al reparto di riabilitazione. Seguirà un percorso delimitato, si presenterà all’accettazione, compilerà la documentazione richiesta, proseguirà verso le due sale adibite al servizio, e, dopo la somministrazione, potrà fermarsi in un’altra zona riservata per l’osservazione. Uscirà poi da un ingresso distinto da quello di accesso. Nei pressi stazionerà un’ambulanza del 118. Le prime chiamate (l’adesione è volontaria) le riceveranno medici, infermieri e oss.

ogni dieci minuti

Quella di ieri è stata anche l’occasione per testare la fluidità del percorso, che - come notava ieri Marica Colombi (direzione infermieristica Asl) - può essere reso più snello con qualche piccolo accorgimento (ad esempio anticipando la compilazione della modulistica relativa all’anamnesi).

Presenti anche diversi componenti della cabina di regia che seguirà ogni passaggio e l’attuazione pratica della campagna. Alcuni di loro, come il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica, Giuseppe Cosenza («Non bisogna avere paura, è un atto di responsabilità e coscienza civile», ha dichiarato), hanno già consegnato il braccio all’infermiera per l’iniezione.

«Ogni singola vaccinazione dura circa 10 minuti fra acquisizione dei dati, preparazione della dose, vaccinazione, sanificazione della postazione. Stiamo dimostrando che la scienza può aiutarci a uscire da situazioni complesse e difficili e che si può collaborare per raggiungere un obiettivo comune, come stanno facendo le due aziende sanitarie», spiegava ieri il direttore della cabina di regia, Emanuele Ciotti.

Il commissario straordinario, Paola Bardasi, ha tirato le somme: «È una giornata che ha un valore simbolico, ma importantissima perché apre la strada verso un traguardo che è l’immunità di gregge». —

Gi.Ca.

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