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In coda alla Caritas per un pasto alla mensa A Natale sessanta ospiti

Margherita Goberti
In coda alla Caritas per un pasto alla mensa A Natale sessanta ospiti

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Natale e Santo Stefano sono stati due giorni intensi, ma non diversi da tutti gli altri, alla mensa della Caritas diocesana, aperta sempre per la colazione e il pranzo.

«Abbiamo avuto in media dai 40 i 60 ospiti – riferisce Gian Carlo, il veterano dei volontari della domenica – sicuramente meno a colazione e con una alta percentuale di italiani che supera nettamente gli stranieri. Un segno dell’impatto negativo del Covid sulla situazione economica di tante famiglie che prima dell’epidemia non erano in difficoltà».

Gian Carlo è un parrocchiano di San Giuseppe Lavoratore e ha iniziato il suo servizio alla Caritas 15 anni fa rendendosi disponibile solo la sera della domenica. Poi quando il servizio per la cena è stato eliminato, ha optato per il mezzogiorno dove l’abbiamo trovato anche ieri circondato da altri sei volontari.

«Siamo sempre gli stessi – prosegue - e tra noi si è creato un clima familiare che ci consente di impegnarci ma con il sorriso sulle labbra, perché non sembrerà vero ma ci divertiamo a preparare i piatti e servirli, e a incontrare le persone che hanno bisogno di rivolgersi alla mensa».

Fra i veterani c’è anche Alessandra, che si definisce una mamma, una moglie e una nonna. «Non abbiamo il tempo di approfondire la conoscenza con gli ospiti – dice – perché il servizio è molto veloce; quando apriamo la porta della sala da pranzo sono già in fila da almeno un quarto d’ora; appena terminato se ne vanno e intanto ne arrivano altri. Ci sono però persone che vengono da anni e sono ormai volti noti; come “il professore”, un uomo sui 75 anni che oltre a interessarsi di tutto, dimostra di avere una cultura profonda e vasta, ma noi non gli abbiamo mai chiesto nulla della sua vita per non sembrare curiosi e per rispetto della privacy. Posso comunque affermare che quella che noi volontari facciamo qui alla mensa è una grande esperienza di vita».

E proprio come Gian Carlo, Alessandra e tantissimi altri anche Rossella ha deciso di inserirsi nella grande famiglia dei volontari e ieri per la prima volta si è recata alla mensa .

«Per tanti anni sono stata un’insegnante di italiano alle medie Tasso – ha dichiarato – e ora che sono in pensione ho pensato che era giusto che facessi qualcosa per gli altri; ho preparato il pranzo a mio marito ed eccomi qui. E sono molto contenta». —

Margherita Goberti

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