Unife piange Carlo Longhini, deceduto per Covid
Il cardiologo considerato antesignano della medicina di genere è stato contagiato un paio di settimane fa ed è morto a 82 anni a Cona
FERRARA. Cordoglio dell'università di Ferrara per la morte, la scorsa domenica 27 dicembre, del professor Carlo Longhini, già docente di Medicina interna dell’Università di Ferrara e direttore della Scuola di specializzazione in Reumatologia prima e di quella di Nefrologia poi. Il professore 82enne era in buona salute, dice la famiglia, è stato contagiato dal coronavirus due settimane fa ed è deceduto all'ospedale di Cona, al quale, ricorda il professor Roberto Manfredini, suo successore alla direzione della Clinica medica, aveva dedicato gran parte della sua vita. Il rettore Giorgio Zauli per tutta Unife ha espresso ai familiari il più vivo e sentito cordoglio.
Longhini aveva conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia proprio a Unife, nel 1962. Nel suo brillante iter formativo, si annoverano ben quattro specializzazioni (Cardio-Reumatologia, Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Medicina Generale e Gerontologia e Geriatria), oltre alla libera docenza in Chimica e Microscopia Clinica (1971) e a stage all’estero, presso la Clinique Cardiologique de l’Hopital Lariboisière, Université Paris-VII (1971 e 1974). Dopo esperienze a Sassari, è tornato definitivamente a Ferrara. "La sua grande passione è sempre stata la cardiologia, stetoscopio ed ecocardiografo erano le sue appendici, quasi dotate di vita propria" è il vivido ricordo di Manfredini. Aveva anche instaurato collaborazioni scientifiche internazionali in Olanda, Belgio e Stati Uniti, ed è considerato un antesignano della Medicina di genere.
Lo salutano tra gli altri la sua collaboratrice, Isabella Bagnaresi, Fabio Fabbian, Benedetta Boari, Christian Molino, Elisa Misurati, Ruana Tiseo, Alfredo De Giorgi, Marco Pala, Micol Russo, Stefano Benati, Dolores Rezzini e Mauro Pasin.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
