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Aft, nuova assistenza medica e buon utilizzo delle risorse

Aft, nuova assistenza medica e buon utilizzo delle risorse

Le Aggregazioni funzionali territoriali sono il futuro modello di sanità per i cittadini Gruppi di medici multispecialisti si occuperanno soprattutto di malattie croniche

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Il nuovo anno porterà in provincia le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) e sarà una piccola rivoluzione nell’assistenza medica dei cittadini impostata dall’Asl che ha istituito il servizio a conclusione di un lungo iter amministrativo.

L’Aft è un raggruppamento di medici di medicina generale (che non sostituisce nè la “medicina di rete” nè la “medicina di gruppo”) che si organizzano in modo multispecialistico per gestire malattie croniche secondo un nuovo modello di assistenza che va oltre il contributo del medico di base.

Un lungo iter

Il lungo iter che ha portato alla istituzione delle Aft parte dal 2012 con il “Decreto Balduzzi” e con il successivo Patto per la Salute 2014-2016 dopo che a livello nazionale sono state codificate le caratteristiche di nuovi modelli di assistenza primaria sul territorio: l’obiettivo è quello di un sistema di cure sempre meno frammentato e sempre più attento alla qualità e al corretto utilizzo delle risorse assegnate.

È previsto un referente per ogni Aft ed un Referente aziendale; nel nostra provincia sono state individuate 3 Aft di specialistica ambulatoriale (una per ogni distretto). E proprio per dar più concretezza a questa piccola rivoluzione nei prossimi giorni verrà siglato l’accordo integrativo locale che regola il rapporto di collaborazione fra azienda Usl e i medici specialisti ambulatoriali convenzionati che integra a livello locale l’accordo regionale del 2018.

La Regione Emilia-Romagna dal canto suo da tempo ha promosso l’attuazione di modelli di presa in carico della cronicità: piani che prevedono la responsabilizzazione dei soggetti a cui sono rivolti, degli operatori che vi prendono parte e un impegno di risorse e integrazione socio-sanitaria dei servizi.

Perchè questa rivoluzione? Perchè permetterà garantite di equità negli accessi, una più capillare assistenza multidimensionale ed interdisciplinare, una personalizzazione dell’assistenza e soprattutto un migliore uso delle risorse assegnate.

Il punto di arrivo, auspicato dall’Asl, è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini affetti da malattie croniche: diabete, malattia polmonare cronica, scompenso cardiaco. E si riuscirà a farlo, spiega l’azienda territoriale, con una gestione controllata da indicatori, valorizzando la rete sociale (famiglie e pazienti) all’interno della quale si muove l’attività sanitaria.

Buon uso delle risorse

Le Aft avranno un regolamento aziendale con diversi obiettivi: assicurare erogazione dei livelli essenziali di assistenza sul territorio di propria competenza; realizzare percorsi integrati ospedale-territorio; promozione di corretti stili di vita, equità di accesso ai servizi sanitari, socio-sanitari e sociali che siano adeguati ai pazienti e dovranno far buon uso delle risorse nell’ottica della sostenibilità economica.

Dove opereranno? Questi modelli organizzativi avranno casa nelle Case della Salute, o altre sedi aziendali individuate: tra cui le sedi dei medici di medicina generale e di nucleo cure primarie mantenendo comunque una popolazione di riferimento di circa 100.000 abitanti, in un ambito dunque oltre il distretto sanitario a seconda delle caratteristiche del territorio di riferimento. —

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