La Manifattura soffre la crisi E chiede aiuto al Parco
L’impossibilità di aprire alle visite ha rallentato anche le vendite del prodotto Raggiunto un accordo dopo lungo confronto e senza riduzione di personale
comacchio. La produzione di anguilla marinata all’interno della Manifattura di Comacchio continua senza sosta, ma nonostante la grande richiesta la vendita del prodotto non basta a sostenere le spese della struttura. E la società che l’ha in gestione si è rivolta al Comitato esecutivo del Parco del Delta. L’accordo alla fine è stato raggiunto, anche se in maniera sofferta.
i passi
Nel 2018 la concessione della Manifattura dei marinati, comprendente sia la gestione del Centro visite che quella della lavorazione dei prodotti, è stata aggiudicata all’operatore economico raggruppamento temporaneo di imprese tra Work and service, Podeltatourism e Cogetur.
Il contratto di concessione comporta il trasferimento al concessionario del rischio operativo riferito alla possibilità che, in condizioni operative normali, le variazioni relative ai costi e ai ricavi oggetto della concessione incidono sull’equilibrio gestionale. Ma anche che ricavi di gestione del concessionario derivano da introiti provenienti dalla vendita di acciughe, acquadelle e anguille marinate ed altri prodotti ittici. Sul piatto anche la vendita dei biglietti per le visite guidate, animazione culturale, laboratori, noleggio sale, e ogni altro tipo di attività. Il canone annuo è di circa 10mila euro, da versare al Parco. A ottobre il contratto è arrivato a scadenza e vista la situazione che si è venuta a creare quest’anno, i gestori hanno lamentato danni e perdite importanti ed ha così avanzato la richiesta di adozione di provvedimenti per il riequilibrio economico.
il quadro attuale
La forte riduzione degli introiti derivanti dagli accessi al centro, dalla vendita di gadget e dei prodotti ittici ha rallentato e per molto mesi fermato la macchina che stenta adesso a ripartire in un periodo dove l’incertezza continua a regnare.
È stato quindi chiesto al Parco il prolungamento della concessione al 31 luglio con la decurtazione di 4 mensilità del canone di concessione e di 4/12 delle spese calcolate forfettariamente a titolo di rimborso delle utenze. Riduzione anche dell’obbligo di lavorazione del prodotto ittico anguilla del 60% da calcolarsi sull’ultima “campagna” di marinatura ed è stata avviata una fase interlocutoria tra le parti al fine di verificare il livello dello squilibrio economico finanziario della concessione.
Il Parco ha effettuato le opportune verifiche e valutazioni e ha proposto o la decurtazione di 2 mensilità del canone di concessione o la decurtazione di 2/12 delle spese calcolate forfettariamente a titolo di rimborso delle utenze oppure la definizione del prezzo di acquisto del anguilla a 12, 75 euro. Non ci sarà invece riduzione di una unità di personale per la gestione della biglietteria del centro visita. E alla fine, non essendoci altre strade, la proposta del Parco è stata accettata. —
Annarita Bova
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