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IL PUNTO 

Cirelli: ripartire dopo la pesante crisi «Le piccole imprese da salvaguardare»

Gian Pietro Zerbini
Cirelli: ripartire dopo la pesante crisi «Le piccole imprese da salvaguardare»

Il segretario provinciale della Confartigianato: lo Stato ha dato risposte insufficienti, bene invece la Regione e i Comuni

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Paolo Cirelli segretario provinciale della Confartigianato di Ferrara, fa il punto della situazione attuale, alla luce anche della grave crisi che ha attanagliato un settore cardine come l’artigianato.

«I dati congiunturali della nostra economia – dice Cirelli – ci consegnano uno scenario economico assimilabile a quello post bellico. Infatti, come peraltro recentemente riportato da uno studio elaborato da Unioncamere regionale, le perdite di fatturato delle aziende ferraresi, su scala provinciale risulta essere di ad un miliardo e 800 milioni di euro nel 2020. Se valutiamo il deficit di liquidità complessivo siamo prossimi a 2 miliardi. La pandemia ha letteralmente messo in ginocchio interi settori. Ma più che di comparti specifici, per come è conformata la nostra economia, occorre parlare di filiera. Dietro ad ogni prodotto finito, c’è infatti una concatenazione di aziende che lavorano per arrivare a questa realizzazione. Per cui quando si parla di questo baratro economico, è opportuno considerare la crisi in cui versano interi asset del nostro territorio. In questo senso, anche gli artigiani non fanno certo eccezione».

I settori

I settori che accuseranno più il colpo inferto dal Covid se condo Cirelli saranno l’Alloggio e la Ristorazione (-35,7%), la Logistica (-23%) e le Costruzioni (-21,3%), a seguire anche il manifatturiero con la Moda (-17,4%) e la Metalmeccanica (-12,2%), i Servizi alle persone (-16,5%) e il Commercio (-13,1%). La Camera di commercio, inoltre, ha stimato che le imprese in deficit di liquidità saranno il 39,6%. Ovviamente, in questo quadro a tinte piuttosto fosche, a rimetterci maggiormente saranno le micro e le piccole imprese. Ovvero la stragrande maggioranza del tessuto economico non solo ferrarese, bensì dell’intero Paese.

«Le risposte a questo annus horribilis - ha precisato il segretario provinciale della Confartigianato ferrarese - da parte delle istituzioni sono state del tutto insufficienti. Il riferimento è, in particolare, allo Stato centrale che oltre a non aver messo in campo misure strutturali per permettere alle imprese di ripartire in modo sereno, ha stanziato – a pioggia – qualche contributo che è arrivato con ritardi intollerabili».

Camera di commercio

«La mancanza di una visione a livello centrale - dichiara Paolo Cirelli - è anche testimoniata dal fatto che in un momento così particolare il Governo ha addirittura sottratto la Camera di commercio degli Organi propri; un fatto incredibile L’accesso al credito, spesso, rimane complicato ed al di sotto delle esigenze del momento anche in presenza degli interventi di garanzia pubblica, che non riescono a compensare il fabbisogno di liquidità Questo aspetto, se non altro, ha ridato vigore a qualcosa che noi andiamo dicendo da tempo: l’importanza dei corpi intermedi. Sono state infatti migliaia le pratiche che, come Confartigianato, abbiamo evaso in questi mesi difficili, per cercare il più possibile di fiancheggiare i nostri associati, e per evitare che si sentissero abbandonati al loro destino».

«Risposte concrete»

Ben diversa è stata l’attenzione che sia Regione che Comuni hanno riservato al territorio. «Da entrambi - puntualizza ancora Cirelli - abbiamo avuto risposte concrete e segnali positivi che hanno corroborato il legame con le imprese del territorio. Ed è per questo che noi crediamo fortemente che la ripresa, anche economica, passi dalla coesione istituzionale e sopratutto partendo dai territori e dal confronto perenne sulle problematiche che attanagliano i nostri imprenditori. Spesso i nostri artigiani – e lo diciamo con grande orgoglio – non pretendono aiuti a pioggia, bensì chiedono solo di poter lavorare; sottrarre la libertà economica senza predisporre adeguati indennizzi, è davvero insopportabile. Questo non per un vezzo, o per una supposta superiorità. Il lavoro e la libera impresa sono i nostri principi fondanti da sempre. E saranno per sempre i nostri punti cardinali. Pensiamo fortemente che mai come in un periodo buio come questo occorra partire, per chi li ha, dai propri valori fondanti. Per dirla con Pierangelo Bertoli: con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro». —



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