Il suono delle sirene saluta il pompiere
Commovente tributo al funerale del fondatore del gruppo Il sacerdote: «Vitaliano ha dato tutto alla sua comunità»
BONDENO. Le sirene spiegate dei mezzi dei pompieri davanti al duomo risuonano come un pianto per tutta la comunità di Bondeno, accorsa a dare l’ultimo saluto a Vitaliano Azzolini, 60 anni, membro fondatore del distaccamento dei vigili del fuoco volontari. Un saluto commosso, quello di ieri, presenti tante autorità locali ma anche il vicecomandante provinciale e il vicedirettore regionale del Corpo, i parenti, gli amici e chi semplicemente ha conosciuto Vitaliano nel corso del suo impegno di volontariato.
Picchetto d’onore
Il feretro è arrivato poco dopo le 15, scortato dai mezzi della polizia locale, a bordo della piattaforma aerea dei vigili del fuoco. La stessa con la quale anche Azzolini aveva operato in scenari di emergenza. I pompieri sono schierati davanti alla chiesa per il picchetto d’onore, mentre la gente affluisce fra mille misure di prevenzione previste dall’emergenza Covid.
Don Andrea Pesci celebra assieme al parroco di Salvatonica, don Giorgio Lazzarato, e al diacono Pierluigi Piacentini. In chiesa, il sindaco Simone Saletti con gli assessori Ornella Bonati e Michele Sartini, il presidente del consiglio Anna Marchetti, gli ex sindaci Davide Verri e Fabio Bergamini, mentre Alan Fabbri è intervenuto a Salvatonica dove si è svolta la tumulazione. Ci sono anche il comandante dei carabinieri, Abramo Longo, e della polizia locale, Stefano Ansaloni.
Durante l’omelia vengono letti alcuni passaggi del Libro di Giobbe e del Vangelo di Giovanni, con particolare riferimento alla parabola della resurrezione di Lazzaro.
«Ci sono momenti della nostra esistenza in cui le parole possono essere troppe – dice don Pesci –. Soprattutto di fronte al dolore per questa morte improvvisa. Vitaliano ha dato tutto alla sua comunità. In questi momenti, la fede per la risurrezione può vacillare, ma dobbiamo fare nostre le parole della sorella di Lazzaro. Quando Marta si rivolge a Gesù dicendogli: “Se tu fossi stato qui, lui non sarebbe morto”. Parole che racchiudono tutti i nostri dubbi e le paure. Gesù – prosegue il sacerdote – invita a confidare in lui, perché dona anche a Vitaliano la risurrezione, ed egli continuerà ad intercedere davanti al Signore per i suoi cari».
Affettuoso il messaggio di don Giorgio, che conobbe Azzolini quando aveva appena preso servizio pastorale a Salvatonica, dove abita la madre Dina: «Una persona – dice di lui il parroco – capace di farsi presenza, pur senza farsi notare». Don Giorgio racconta anche l’aneddoto della gita che era stata organizzata in paese, anni addietro, quando i giovani sarebbero dovuti arrivare in Vespa al Lago di Garda: di fronte alla diffidenza dei genitori di Salvatonica, bastò una parola rassicurante di Vitaliano per mettere tutte le cose a posto.
LA PREGHIERA DEL CORPO
Viene letta la preghiera del pompiere, dedicata alla patrona Santa Barbara, ed il capo distaccamento Michele Marchetti, nel suo ricordo, ne parafrasa un passaggio: «Quando la sirena dei vigili del fuoco risuonerà per le vie della città tu, Vitaliano, sarai sempre al fianco dei nostri ragazzi». E alla fine della cerimonia, il feretro viene trasportato da un mezzo dei vigili del fuoco al cimitero di Salvatonica, per l’ultimo viaggio. —
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