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Va in pensione il dottor Finatti: il suo lavoro come una missione

Alessandro Bassi
Va in pensione il dottor Finatti: il suo lavoro come una missione

Copparo, in tanti anni ha saputo farsi apprezzare da tutti i suoi pazienti I treni e i fiumi le grandi passioni. E le ferie nella sua amata campagna 

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IL SALUTO

In questi giorni il dottor Federico Finatti, uno dei medici più conosciuti e apprezzati di Copparo, raggiungerà la meritata pensione. Finatti può essere considerato un figlio d’arte, in quanto il padre Dante è stato a sua volta un medico molto noto. Chiaro e comprensibile che i tanti pazienti del dottor Finatti stiano vivendo un momento di preoccupazione, assieme alla necessità di dover abbandonare per forza un medico di cui si aveva molta fiducia. Un problema, una situazione non sempre di facile soluzione.

E sostituire il dottor Finatti nel cuore dei suoi pazienti non sarà cosa facile, per la sua professionalità, l’umanità, la capacità di ascolto e la grande disponibilità sempre dimostrate. Ed il giudizio fortemente positivo può essere testimoniato da decine di testimonianze personali. Nel suo ambulatorio, nelle mattinate piene, l’unico intervallo sul lavoro era il materializzarsi della moglie (Annamaria, che ha collaborato con lui nel disbrigo delle ricette nella pratica ambulatoriale del marito, ed è stata sostegno prezioso, specie in questi tempi di pandemia), che dopo una breve assenza di una decina di minuti, arrivava a consegnare la merenda mattutina: qualche fetta di mela accuratamente sbucciata. E dopo questa breve sosta, via fino alla fine delle visite, spesso fino alle quattordici o le quindici e persino oltre: in tanti anni di carriera (ovviamente se non c’erano chiamate urgenti), non ha mai lasciato l’ambulatorio senza aver ricevuto l’ultimo paziente. Medico appassionatissimo del suo lavoro, spesso trascorreva nella sua amata campagna le ferie, ricaricandosi e ritemprandosi senza mai allontanarsi troppo dai suoi amati pazienti, per poi tornare a loro disposizione prima possibile.

i treni

La notevolissima serietà professionale, però, non gli ha comunque impedito di coltivare, ovviamente con uguali passione ed impegno, anche alcune passioni personali. Per esempio, il dottor Finatti ama i treni. Intendiamoci: non solo i trenini in scala (in fondo, si tratta diuna passione molto diffusa) ma anche i treni veri, ed è un’autorità, conoscendone vita morte e miracoli, in merito alle stazioni ferroviarie e ai tragitti delle vecchie ferrovie.

E poi ama i corsi d’acqua, i fiumi, i canali, intesi come vie di comunicazione, denunciando in qualche modo le sue origini venete (regione di cui è originaria la famiglia, in particolare della cittadina di Salara, nel Rodigino).

Insomma, difficile pensare che dopo il ritiro possa annoiarsi. —

Alessandro Bassi

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