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Cispadana, quasi un secolo di idee, progetti e promesse

Cispadana, quasi un secolo di idee, progetti e promesse

Le tappe che hanno portato all’attuale configurazione del tracciato autostradale Si parla di fine 2021 per l’avvio del cantiere

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Parlare di Cispadana è uno di quei tormentoni vecchi quasi quanto un secolo. L’idea di un collegamento est-ovest nel nord dell’Emilia prese avvio in epoca fascista, con il progetto della ferrovia Rolo-Mirandola, che tuttavia non venne mai completata a seguito dei gravi danni della seconda guerra mondiale.

Nel giugno 1960, l’ingegner Massimo Torelli propose la realizzazione di un “asse viario cispadano” alternativo alla via Emilia che collegasse direttamente le città di Ferrara e Parma, passando per Mirandola e Guastalla. Vent’anni dopo il consiglio regionale approvò la legge 19 maggio 1980 relativa agli “Interventi promozionali per lo studio, la progettazione e la realizzazione del sistema cispadano delle vie di comunicazione”. Nel 1986 la Regione Emilia-Romagna, guidata da Lanfranco Turci, approvò il primo Piano Regionale Integrato dei Trasporti. Nei primi anni Duemila vennero realizzati nel Ferrarese due segmenti per congiungere Sant’Agostino con Poggio Renatico e San Carlo.

Dopo aver elaborato uno studio di fattibilità, il 5 luglio 2006 l’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna approvò il programma delle autostrade regionali. Nel 2010 venne costituita la Società di progetto Autostrada Regionale Cispadana e nel 2017 passò l’esame del ministero dell’ambiente ed entro il 2021 dovrebbe sbloccarsi l’iter per la partenza del cantiere. Visto l’andazzo, è doveroso incrociare le dita. —

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