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Il Cenone è da asporto, boom di richieste I ristoratori: «Ma non è la nostra vita»

Marcello Pulidori
Il Cenone è da asporto, boom di richieste I ristoratori: «Ma non è la nostra vita»

Spopolano i menu di pesce, ma in molti rinunciano alle consegne a domicilio. Paura per i contraccolpi a livello economico

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Marcello Pulidori

Niente tavolate, niente musica, niente abbracci. Niente Cenone, insomma, come da sempre lo immaginiamo. L’asporto che regna sovrano, qualcuno che all’ultimo decide di effettuare anche consegne a domicilio. Ma con la consapevolezza, come tutti i gestori dei ristoranti hanno sottolineato, che «di solo asporto non si vive». Di necessità virtù. È l’atteggiamento assunto dai ristoratori ferraresi che si apprestano a vivere la serata di San Silvestro e l’annesso Cenone più “strampalati” di sempre. Sarebbe meglio dire, ciò che resterà del Cenone di questa sera. Le modifiche contenute nell’ultimo decreto del presidente del Consiglio per arginare il contagio da Covid-19 impongono la chiusura dei ristoranti dal 24 dicembre al 7 gennaio, e la possibilità di fare solo asporto o consegne a domicilio. Misura distruttiva a parere dei ristoratori, che parlano di «duro colpo» da ammortizzare economicamente.

«Purtroppo la situazione è questa – dice Claudio Pinotti, dell’omonimo ristorante di Villanova, 14 chilometri da Ferrara, dal 1960 una vera istituzione per gli amanti del pesce – noi ci siamo organizzati, grazie ai familiari, con 4 auto che faranno il servizio a domicilio non oltre le 22, e con l’asporto per il quale abbiamo già più di 40 prenotazioni».

Chi invece non farà il “domicilio” è Andrea Cavallina titolare di un altro tempio della cucina ferrarese, La Romantica, in via Ripagrande: «Pur con tutte le difficoltà annesse – dice Cavallina – cerchiamo di garantire alla nostra clientela un buon servizio. Faremo solo l’asporto fino alle 22, abbiamo predisposto un menu fisso da 55 euro a testa. Tutto a base di pesce».

Asporto e anche alcune consegne a domicilio per il ristorante Cristallo, di via Bologna.

«Faremo soltanto l’asporto fino alle 22 – dice Sara del ristorante “99” di via Pomposa – stiamo ancora valutando se fare qualche consegna a domicilio».

Infine un salto al mare. Allo storico ristorante (rigorosamente di pesce) La Barcaccia di Comacchio ci risponde il titolare Massimo Carli: «Un discreto numero di asporti, ma certo non c’è l’entusiasmo di altri anni – ci dice Massimo – Accanto al danno economico che mette a rischio il futuro delle attività, c’è un danno morale a cui dover far fronte, perché non si lavora solo per soldi, ma anche per passione. Mi aspettavo la logica della chiusura a ottobre e novembre ma non a dicembre, che distrugge le economie di tutti».

Va ricordato che l’attività di asporto è consentita fino alle ore 22, mentre la consegna a domicilio è senza limite di orario.

I ristoratori hanno tenuto volutamente abbastanza calmierati i prezzi dei menu. A casa si potrà gustare una cena dall’inizio alla fine. Ma il Cenone, quello vero, sarebbe stato tutto un altro vivere. —

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