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Focolaio alla Paradiso, esposto in procura dei parenti degli ospiti

Focolaio alla Paradiso, esposto in procura dei parenti degli ospiti

Chiesto il sequestro di documenti nella struttura per verificare i motivi del contagio. E il sindacato FpCgil chiede ad Ausl e Comune il ritiro dell'accreditamento della casa protetta 

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FERRARA . Un esposto in procura sottoscritto da una decina di parenti di anziani ospiti della Cra Residenza Paradiso di Ferrara per accertare i motivi che hanno trasformato una struttura Covid free in un focolaio, mettendo a serio rischio la vita degli anziani ospiti e del personale, come riporta l’esposto presentato dall’avvocato Piero Giubelli alla procura di Ferrara.

E a questa iniziativa giudiziaria si somma la richiesta del sindacato Fp Cgil di revocare l’accreditamento alla Residenza Paradiso, come ha fatto Luca Greco (Fp Cgil ferrarese) tornando a denunciare la situazione di grande criticità all’interno della struttura «dove l’unica certezza è che 95 ospiti su 104 sono positivi», e dove viene applicato un contratto collettivo nazionale di lavoro definito «pirata», «firmato da sindacati non rappresentativi del settore».

E allora di fronte ad una situazione di assoluta criticità, le domande che pongono i parenti degli anziani ospiti sono diverse, come si legge in una nota degli stessi parenti che hanno aperto un profilo Facebook (Parenti residenza Paradiso Ferrara, testimonianze In Covid) e una mail per lasciare testimonianze o ricevere sostegno (parentiparadiso@libero. it): «chi assiste i malati e chi li accudisce? Perché un numero così elevato e crescente di contagiati rispetto ai 55 del 22 dicembre? Quale l’origine della pandemia esponenziale? ». Per rispondere a queste domande, i parenti tramite il legale chiedono il sequestro penale dei documenti amministrativi e sanitari e che la procura si attivi dopo l’esposto depositato.

Dal canto suo Greco lamenta le mancate risposte alle richieste di chiarimento del sindacato dopo il focolaio scoppiato alla Paradiso: spiegando che suonano «stonate», «le affermazioni, fatte dal datore di lavoro e dall’Asl, secondo le quali la situazione era ed è “critica ma complessivamente sotto controllo”». Da qui la richiesta ad Asl e Comune di ritirare l’accreditamento della struttura. –

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