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la macchina comunale 

Addio Istituzione scuola Marketing, ente unico

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Per supportare le politiche della giunta in un 2021 molto complesso, il sindaco ha annunciato cambiamenti in una macchina comunale che aveva tra l’altro ereditato «a un livello minimo di digitalizzazione, è ancora tutto cartaceo e con lo smart working abbiamo dovuto partire da zero». Dopo il mea culpa sul blitz estivo della esternalizzazione fallita di tre asili, «è stato un errore cercare d’imporre le scelte, servono sinergie», ha annunciato nel solco del fresco accordo sindacale uno «studio di fattibilità» su questi aspetti, confermando invece di voler affidare a «coop esperte del settore le biblioteche Rodari, Luppi e Tebaldi».

Sarà riportato sotto il controllo diretto del Comune il settore scolastico, «tenere separata l’Istituzione scuola poteva avere un senso ai tempi del Patto di stabilità, ora non più. II settore costa molto e il bilancio va tenuto sotto controllo, del resto lo ha fatto anche Bologna». Nascerà un unico strumento di promozione della città, «“Ferrara si promuove” eviterà che ogni operatore si muova per conto proprio», e un aiuto arriverà dalle modifiche allo statuto della Holding.

Quanto alle partecipate, «non è mia intenzione vendere azioni Hera o cedere parte dell’Amsef ai privati, anche se ogni anno ci viene chiesto di farlo da parte delle autorità competenti». La crisi della Fiera? «Era fortemente indebitata e stiamo cercando di capire cos’è capitato lì dentro. Il rilancio passa anche per iniziative “popolari” e destinate ai giovani, tipo un festival della storia estense». —

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