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Focolaio Covid alla Basell, i lavoratori scioperano fino al 7 gennaio

Marcello Pulidori
Focolaio Covid alla Basell, i lavoratori scioperano fino al 7 gennaio

Netto aumento dei casi positivi, i sindacati chiedono maggiori tutele  «L’azienda sta mettendo a rischio la salute di chi opera in questo sito»: da oggi l'astensione tutti i giorni per i turnisti fino a dopo la Befana
 

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Marcello Pulidori

Venti casi di positività al Coronavirus tra i lavoratori, e uno sciopero già proclamato di 5 giorni. Non c’è pace tra i catalizzatori e le resine dello stabilimento Basell, all’interno del Polo chimico. E a complicare le cose ci si è messo ancora una volta il famigerato Covid-19.

il nodo

I sindacati lamentano una grave carenza di collaborazione da parte dell’azienda, una carenza, scrive la Rsu, che «ci ha costretti a proclamare 5 giorni di sciopero», da ieri fino al 7 gennaio.

Uno sciopero per certi versi atteso, dopo periodi di tensioni, soprattutto negli ultimi 10 giorni, tra direzione e sindacati. «I lavoratori della Basell di Ferrara, all’interno del Polo Chimico – tuonano ancora le sigle a livello unitario – scioperano per rivendicare il diritto ad esercitare un ruolo attivo nella tutela della salute in epoca Covid».

Lo sciopero è stato indetto dalla Rsu Basell e dalle segreterie Filcem, Femca e Uiltec, in seguito al diffondersi nello stabilimento, proprio a partire dal 20 dicembre scorso, di un pericoloso focolaio di origine esterna alla fabbrica, ma che in breve ha portato all’interno dei reparti in cui si lavora un velocissimo incremento di casi positivi al Covid 19. Insomma, come ieri hanno ribadito più volte, per le organizzazioni sindacali non è più tollerabile «che di fronte all’apertura di una fase di emergenza, anche le normali regole di rapporto tra le parti siano totalmente saltate e che la direzione aziendale abbia deciso di gestire in maniera unilaterale una fase emergenziale, con decisioni che stanno portando ad una esposizione pericolosa dei lavoratori al diffondersi del virus». Parole dure, che lo diventano ancora di più se si pensa che non si sta scioperando per un aumento salariale, bensì per il bene più prezioso: la salute.

«Sappiamo – scrive ancora la Rsu aziendale – che le condizioni che sono state definite (fino ad ora) nel nostro ambito lavorativo sono tra le migliori fra quelle adottate dalle aziende del settore: ma proprio per questo crediamo che la richiesta di partecipazione dei lavoratori alla definizione di tutte quelle regole che consentono agli stessi di prestare il loro operato in un ambito qualificato e protetto, sia una battaglia che è interesse di tutti i luoghi di lavoro sostenere. A maggior ragione in un contesto come quello attuale – concludono le rappresentanze sindacali – in cui la prevenzione sul luogo di lavoro aiuta tutta la società a combattere questa difficile pandemia». —

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