Incendio nella notte Casolare abbandonato distrutto dalle fiamme
I vigili del fuoco al lavoro per ore per domare il rogo Sul posto i carabinieri: indagini per accertare le cause
DOSSO. Le fiamme hanno divorato un casolare disabitato situato a Dosso, lungo la strada Statale, all’altezza della Tecopress. L’allarme è scattato il primo gennaio intorno alle 20.30 e i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta fino alle 4 del mattino di ieri prima di mettere la parola fine al loro intervento di soccorso. Non sono chiare le cause che hanno dato origine al rogo e al momento i carabinieri del nucleo radiomobile di Cento, intervenuti per i rilievi, non escludono nessuna pista.
I FATTI
La prima sera dell’anno un incendio ha quasi distrutto l’edificio disabitato, ma ancora servito da energia elettrica, situato a poche centinaia di metri dal centro abitato di Dosso. Sul posto sono intervenuti per primi i vigili del fuoco volontari di Bondeno, che sono arrivati nella frazione di Terre del Reno con tre mezzi. Successivamente a dargli man forte sono arrivati anche i colleghi di Ferrara e di Cento, prima impegnati in un altro intervento di soccorso a Pieve di Cento. Cinque squadre in totale, dunque, impegnate per spegnere il rogo. Due le abitazioni coinvolte. Una ha riportato qualche danno ma riparabile ma, l’altra, con il crollo del tetto è andata praticamente distrutta.
LE CAUSE
Non è ancora chiaro come possa essere divampato un incendio in un edificio disabitato. Mentre i militari, giunti sul posto nella notte, non escludono alcuna pista, nemmeno quella del dolo, ci si concentra anche sull’ipotesi cortocircuito. Il casolare, seppur disabitato, era servito da energia e, infatti, oltre ai militari e ai pompieri, sono intervenuti anche i tecnici dell’Enel che hanno isolato il contatore per evitare che l’incendio causasse altri danni o aggravasse quelli già in essere. I carabinieri hanno anche ascoltato il proprietario dell’immobile danneggiato, un ottantenne ferrarese, che ha detto loro di non aver avuto dissapori con nessuno. —
S.G.
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