«Polo logistico per Ravenna» Ricetta anti-declino di Azione
Secondo il partito di Calenda bisogna legarsi allo sviluppo del porto romagnolo «Chimica pesante un insuccesso, trasporto merci e turismo poli di sviluppo»
Il rilancio economico di Ferrara passa per uno stretto rapporto con Ravenna e il suo porto, di cui potrebbe diventare il polo logistico privilegiato. Ne è convinta Azione Ferrara, il movimento dell’ex ministro Carlo Calenda che vede in Alberto Bova il suo riferimento provinciale, e che prende spunto dal dibattito sulla Zona logistica semplificata per dare un’indicazione forte di strategia territoriale, in parte confliggente con quelle tradizionali di centrosinistra puntate sull’asse con la via Emilia e la città metropolitana di Bologna. L’alternativa, anzi, è posta tra «lottare per recuperare una posizione efficace ed autonoma dello scacchiere economico regionale, ovvero soccombere e diventare un dormitorio-satellite del più fortunato e meglio gestito capoluogo felsineo».
Il quadro da cui partono Bova e il direttivo provinciale di Azione è «al limite del drammatico: Ferrara non solo è in una situazione d’implosione demografica calmierata solo dall’immissione sul territorio di un’alta percentuale di extracomunitari, ma esiste un vuoto d’idee programmatiche che superino il brevissimo termine, di fatto solamente soluzioni emergenziali». L’investimento sulla chimica pesante è definito «un insuccesso dimostrato dall’elevato calo occupazionale e dall’aumento esponenziale della morbilità per tumori dei territori che ospitano questi siti industriali, tra i più alti d’Italia e forse d’Europa». La strada maestra «è riuscire a legarsi sinergicamente con un’altra città che abbia difficoltà comuni alle nostre (i siti industriali sono ormai datati)», ma soprattutto «vie di comunicazione stradali, ferroviarie, fluviali e marittime, al pari di Ferrara: questa città è Ravenna».
Il porto romagnolo ha in progetto lo sbancamento dei fondali, «si aprono potenzialità che vogliamo esplorare - ha detto di recente il presidente emiliano Stefano Bonaccini - non solo sul versante commerciale ma potremo ragionare anche su di un ampliamento dei servizi a partire dal versante turistico». Poiché Ravenna è ben collegata per via ferroviaria sia con Bologna che con Ferrara, è il seguito del ragionamento di Azione, ma il nodo felsineo è già intasato, proprio lo smistamento verso la città estense «sembrerebbe la soluzione più logica». Un segnale la Regione lo ha già dato, con l’investimento di 34,5 milioni per il completamento della bretella Suzzara-Rimini. Inoltre, per quanto riguarda i collegamenti stradali, con «un piccolo impatto sul territorio» da Argenta alla bretella di Alfonsine, si potrebbe allungare la Cispadana fino a Ravenna. Dal punto di vista della mobilità sull’acqua, vanno ricordate le sinergie possibili con il portocanale di Porto Garibaldi e gli attracchi fluviali dell’Idrovia.
I vantaggi non mancherebbero neanche a Ravenna, poiché l’efficienza del suo porto «dipende direttamente dalla capacità di smaltimento veloce delle merci». —
Stefano Ciervo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
