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nasce il nuovo albo 

Servizi agromeccanici Tecnologie innovative per agricoltura digitale

A.T.
Servizi agromeccanici Tecnologie innovative per agricoltura digitale

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L’albo degli agromeccanici, fortemente sostenuto da Cai (Confederazione agromeccanici italiani) si pone come obiettivo quello di qualificare il sistema agroalimentare e sostenere la professionalità delle imprese agromeccaniche.

«L’istituzione dell’albo delle imprese agromeccaniche permetterà di circoscrivere con precisione il contoterzismo, portando alla luce tutte le sue numerose componenti – dice Michele Pedriali , consigliere nazionale Cai e direttore di Unima Ferrara (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) – La proposta dell’albo, inoltre, è tesa a offrire alle imprese agricole uno strumento qualificato per un accesso ancor più agevole e razionale all’offerta di servizi agromeccanici. Secondo Cai, nel costituendo albo dovrebbero essere iscritti e ricompresi, con le dovute distinzioni, tutti i soggetti che a vario titolo svolgono attività agromeccanica secondo i criteri stabiliti decreto legislativo 99 del 2004».

In particolare potranno appartenere a una delle seguenti tre categorie: imprenditori professionali che esercitino l’attività agromeccanica a titolo principale, dedicandovi più del 50 per cento del proprio tempo e ricavandone più del 50 per cento del proprio reddito; imprenditori che esercitino l’attività agromeccanica come attività secondaria rispetto a un’attività di tipo agricolo, artigianale o industriale; imprenditori che esercitino l’attività agromeccanica in un rapporto di connessione con l’attività agricola principale.

Alle prime due categorie, secondo Cai, dovranno essere riconosciute tutte le agevolazioni, presenti e future, attribuite alle imprese agricole in qualità di soggetti operanti a pieno titolo nel settore agricolo.

Nel corso dell’evento recente Contoterzista Day, in particolare, è stato ribadito dal professor Angelo Frascarelli, economista agrario dell’Università di Perugia, il ruolo centrale del contoterzismo professionale per la crescita in agricoltura in una fase di transizione ecologica e di richiesta di qualità delle produzioni, sicurezza alimentare, incremento della produttività e maggiore redditività.

Se le tecnologie padroneggiate in via pressoché esclusiva dalle imprese agromeccaniche possono facilitare la nuova dimensione dell’agricoltura digitale e la diffusione dell’Internet of Things, come spiegato dal professor Michele Pisante dell’Università di Teramo, prospettive interessanti si affacciano anche sul fronte della nuova Politica agricola comune, in via di definizione, che sarà applicata a partire da gennaio 2023, come ricordato da Giuseppe Blasi del ministero delle Politiche agricole. —

A.T.

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