Una folla commossa per Saponaro il parrucchiere che inventò lo stile
Ieri mattina si sono celebrati i funerali nella chiesa di San Benedetto Don Raffaele: lui e la moglie vittime del Covid, uniti anche nella morte
l’addio
Marcello Pulidori
Un uomo visionario, all’avanguardia, che a Ferrara ha imposto il suo stile. Si sono celebrati ieri mattina nella chiesa di San Benedetto in Corso Porta Po i funerali di Franco Saponaro, tra i pochi parrucchieri noti in tutta la città, quelli dei quali basta pronunciare il nome. Come i grandi artisti. Aveva 70 anni, Saponaro. Se l’è portato via il Covid che ha dato purtroppo il colpo di grazia a un quadro clinico già compromesso. Era il 30 dicembre scorso. Il 12 dicembre a precederlo, vittima della stessa malattia, era stata la moglie Rita. E il passaggio più toccante della omelia recitata da don Raffaele, sacerdote e amico di famiglia, è stato proprio quello in cui ha ricordato che «Franco e Rita sono rimasti uniti persino nella morte, niente li ha potuti dividere». Nelle primissime file c’erano ieri i parenti più stretti, con in testa i figli Giorgia e Guglielmo. Conosciutissimo in città per il suo salone di via Voltapaletto, che aveva aperto nell’ormai lontano 1975, Saponaro aveva negli ultimi anni passato il testimone al figlio. Ma la sua creatura, la “Saponaro parrucchieri”, non l’aveva mai abbandonata. Ha saputo fare del suo mestiere un’arte, a ogni donna sapeva regalare un tocco originale, una sfumatura che la potesse differenziare da tutte le altre. Grande appassionato di motori, nessuno lo aveva mai sentito urlare, sbraitare. Pretendere. Anche per questo si era conquistato la stima di tutti. —
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