Maxi-sconti fiscali per le aziende Candidati alla Zls sei poli produttivi
Si aggiungono alla lista Conserve Italia e Porto Garibaldi Corsini (Regione): entro gennaio le scelte definitive
Sono sei le aree produttive del Ferrarese candidate a diventare Zona logistica semplificata in collegamento stretto con il porto di Ravenna. La proposta definitiva è stata inviata dalla Provincia durante le festività alla Regione, dopo un secondo giro di mail con i sindaci che ha consentito d’inserire altre due aree, ed ora parte l’interlocuzione tecnica per verificare i requisiti funzionali. In caso di via libera, entro fine gennaio il percorso si concluderà e il Ferrarese potrà applicare i “super poteri” fiscali a queste aree, che saranno quindi in grado di crescere più velocemente attirando, almeno questi sono gli auspici, nuovi investimenti e occupazione.
la proposta bis
Il presidente della Provincia, Nicola Minarelli già prima delle feste aveva inviato in Regione una richiesta d’integrazione alla bozza tecnica che inseriva solo l’area Sipro di San Giovanni d’Ostellato nel novero delle Zls emiliano-romagnole: in quel documento si citavano il petrolchimico-zona nord di Ferrara, il polo logistico-ferroviario di Bondeno lungo la Suzzara-Ferrara-Rimini, e la zona industriale di Argenta, confinante con il Ravennate. «Abbiamo poi scritto a tutti i sindaci per sollecitare eventuali altre candidature, ed in effetti sono arrivate integrazioni» ricorda Minarelli. Si tratta del polo della trasformazione del pomodoro di Pomposa, con al centro Conserve Italia, e del porto di Porto Garibaldi: entrambi hanno buone carte da giocare nella logistica integrata di Ravenna, e dovrebbero esaurire la disponibilità di ettari da catalogare Zls.
cosa succede ora
La valutazione è prima tecnica e poi politica, visto che l’ultima parola spetterà alla giunta regionale. «Presumibilmente entro gennaio porteremo la proposta completa all’attenzione della giunta - conferma Andrea Corsini, assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti - Le integrazioni ferraresi sono arrivate ed è in atto un confronto tecnico. Gli spazi per inserire nuove aree ci sono, devono però essere garantiti i requisiti e i criteri, che riguardano essenzialmente la presenza di un collegamento funzionale tra ogni singola area candidata e il porto di Ravenna». La formula usata da Corsini significa che non è sufficiente la presenza di strade, ferrovie o vie d’acqua in connessione diretta, ma serve anche un rapporto di tipo economico, un flusso merci continuativo, che rende interdipendenti le aree in questione e l’infrastruttura ravennate.
Ecco perché, in sostanza, non sono state proposte candidature ad esempio dal Centese, e a Ferrara è stata privilegiata l’area del polo chimico che fa parte con il petrolchimico ravennate del “quadrilatero padano” della chimica, e non ad esempio la Pmi di via Diamantina. Per Bondeno, ad esempio, diventerà importante lo sbottigliamento del nodo ferroviario del capoluogo, sul quale viaggerà il metro di superficie.
la politica
Andranno valutate le reazioni del sindaco Alan Fabbri e dei colleghi di centrodestra, che denunciando l’esclusione quasi completa del territorio dalla proposta tecnica regionale hanno fatto da preludio alle massicce integrazioni della Provincia: non tutte le istanze sono state inserite tra le richieste finali ferraresi, basti pensare all’intero asse del Po, ma certo il passo avanti c’è stato.
La direzione è quella indicata da Azione Ferrara, il movimento di Calenda, che auspica un’alleanza strategica dell’intero territorio con il Ravennate. —
Stefano Ciervo
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