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SCONTRO LEGALE 

Odissea per il Comune di Cento dopo l’esproprio di un terreno

Odissea per il Comune di Cento dopo l’esproprio di un terreno

Il contenzioso sull’area del Percorso vita va avanti da oltre un trentennio Serie di sentenze e appelli. Il nodo resta il conguaglio degli interessi

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CENTO. Per l’esproprio dell’area sportiva del Percorso vita, il Comune si trova ancora a pagare interessi su interessi. Una vertenza datata e complessa, quella nata tra il Comune e le signore proprietarie dell’area edificabile, a cui il 22 novembre 1985 venne notificato, in esecuzione di una delibera di giunta del 31 ottobre 1985, un decreto di occupazione di urgenza del terreno (42mila mq) per il completamento della zona sportiva del capoluogo, col Percorso Vita, e a seguire parcheggio e allargamento di via Santa Liberata.

davanti al giudice

È stato il vicesindaco Simone Maccaferri a ripercorre in consiglio una vicenda legale segnata da impugnazioni, ricorsi e cause civili intentante da parte della proprietà che si è sempre opposta all’esproprio, mettendo in discussione la pubblica utilità, e di appelli e sentenze che hanno visto il Comune di Cento condannato a dover corrispondere (sentenza del Tribunale di Ferrara del 2002 e Corte d’Appello di Bologna del 2005) al pagamento del valore venale del terreno, riconoscendo nel 2005 con atto consiliare un debito fuori bilancio pari a 1milione 709mila 695euro quale risarcimento del danno. Al nuovo ricorso da parte delle proprietarie per chiedere gli ulteriori interessi degli ultimi anni, il Comune ha ulteriormente resistito con richieste di appello che hanno visto ridursi l’importo da 469mila a 134mila euro circa, fino alla sentenza della Corte D’appello di Bologna 3050/2020 del 30 novembre che ha respinto l’appello presentato dal Comune di Cento condannando l’ente alla rifusione delle spese di lite di 10mila 337 euro.

il punto

La giunta ha quindi provveduto a variare il bilancio 2020 per avviare la procedura prevista dalla legge, conclusasi poi con l’approvazione da parte del consiglio del debito fuori bilancio dell’importo, prelevato dal “Fondo rischi contenzioso” già accantonato dal Comune e assegnato al capitolo “Oneri da sentenze sfavorevoli”.

È tuttora pendente davanti alla Corte di Cassazione l’esito della sentenza della Corte d’Appello di Bologna che ha ritenuto di non prendere in considerazione alcuna delle contrapposte e rispettive domande di riforma della decisione ferrarese. «Si trascina da 34 anni – ha ricordato l’ex sindaco Lodi – una estenuante guerra basata sul meccanismo di calcolo degli interessi composti. La vera vittima in questo caso, è il Comune che ha espropriato l’area per realizzare un’area sportiva, nello specifico l’area dove sorge il Percorso vita».

Dopo aver pagato la cifra a valore d’esproprio, «è stato pure condannato a pagare una differenza a valore di mercato. E fin qua, tutto fisiologico. Ma da qui in poi, si è innescata una vicenda senza fine, una gara al calcolo degli interessi composti. Da una parte, più generazioni di amministratori che si sono trovati a dover tutelare le casse collettive, dall’altra una proprietà che ci ha preso gusto ad avere il regalo di Natale, un bonificone con il conguaglio degli interessi composti versato con cadenza più o meno regolare dal Comune. Una battaglia che ha del drammatico». —

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