La Nuova Ferrara

Ferrara

CENTO 

Alla Fca un 2021 in attesa Personale sotto quota mille

Fabio Terminali
Alla Fca un 2021 in attesa Personale sotto quota mille

Non sono previsti sconvolgimenti a breve termine dopo la fusione con Peugeot Negli ultimi mesi il mercato ha retto, tuttavia resta l’incognita elettrificazione  

3 MINUTI DI LETTURA







Con il via libera alla fusione dato dalle assemblee degli azionisti di Fca e Psa, ieri si è compiuto un passo decisivo per la nascita di Stellantis. Del quarto costruttore mondiale di auto (400mila dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato) farà parte anche l’ex Vm di Cento.

Dalla fabbrica di via Ferrarese si guarda con attenzione all’operazione, «anche se al momento – dice Sandra Rizzo, segretaria provinciale Fim-Cisl – se ne stanno occupando in particolare i sindacati nazionali, poi a cascata toccherà a noi: a livello di singoli stabilimenti le dinamiche non sono ancora ben definite». Non ci si attendono comunque sconvolgimenti a breve termine, almeno questo è stato comunicato ai rappresentanti dei lavoratori nell’ultima call prima di Natale. «Certo, i dirigenti aziendali ci hanno detto che la loro visibilità prospettica non va oltre il mese e mezzo, ma non sono venuti messaggi negativi», sottolinea Rizzo.

«Stellantis – sostiene il segretario della Uilm, Paolo Da Lan – avrà un percorso che durerà un anno, è tutto prematuro. A Cento stanno andando avanti progetti e investimenti lanciati da tempo».

tra diesel ed elettrico

Nei mesi scorsi sono stati messi sul mercato i nuovi motori diesel Wrangler e Gladiator. Ma com’è stato il 2020 dal punto di vista produttivo? «Tutto sommato si è retto – sostiene Marco Rabboni (Ugl) –, pensavo peggio vista la pandemia e il fatto che il nostro mercato di riferimento sono gli Stati Uniti. Anche l’utilizzo della cassa Covid non è stata così massiccia, e questa è una buona cartina di tornasole». Anche per Da Lan le perdite di volumi produttivi in questi mesi «si sono rivelate inferiori alle previsioni più negative: le abbiamo sapute governare al meglio, con le difficoltà del caso».

In un presidio vocato al diesel il passaggio all’elettrico resta un’incognita, «una transizione – osserva il sindacalista Uil – su cui resta molta incertezza a livello mondiale e continentale: vedremo quali saranno gli indirizzi e gli utilizzi, per la motricità elettrica, dei fondi europei in via di stanziamento». È aperta anche una questione di distribuzione, nota Rabboni, «intanto a Cento cominciano a vedersi le colonnine per l’alimentazione e a Pieve alcune sono state inaugurate pochi giorni fa».

L’OCCUPAZIONE

In questo frangente a Cento i dipendenti sono scesi sotto quota mille, tra pensionamenti e congedi volontari. La fabbrica è sotto organico? «Qualche reparto avrebbe bisogno di rinforzi», dice il sindacalista Ugl. «Però quando si chiedono ammortizzatori sociali – sostiene Da Lan (Uil) – difficile ci si possa definire carenti di personale. Se le cose dovessero mettersi bene, teoricamente potrebbero ripartire le assunzioni. Ma non nel 2021, direi».

Anche perché a marzo, piuttosto, scade il divieto di licenziare. «Se nelle grandi realtà come Vm – nota Rizzo (Fim) – non abbiamo grossi timori, è nelle piccole dove potrebbero esserci delle defezioni. In un settore, come quello metalmeccanico, che comunque è stato colpito meno di altri dalla crisi». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google