Alla Fca un 2021 in attesa Personale sotto quota mille
Non sono previsti sconvolgimenti a breve termine dopo la fusione con Peugeot Negli ultimi mesi il mercato ha retto, tuttavia resta l’incognita elettrificazione
Con il via libera alla fusione dato dalle assemblee degli azionisti di Fca e Psa, ieri si è compiuto un passo decisivo per la nascita di Stellantis. Del quarto costruttore mondiale di auto (400mila dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato) farà parte anche l’ex Vm di Cento.
Dalla fabbrica di via Ferrarese si guarda con attenzione all’operazione, «anche se al momento – dice Sandra Rizzo, segretaria provinciale Fim-Cisl – se ne stanno occupando in particolare i sindacati nazionali, poi a cascata toccherà a noi: a livello di singoli stabilimenti le dinamiche non sono ancora ben definite». Non ci si attendono comunque sconvolgimenti a breve termine, almeno questo è stato comunicato ai rappresentanti dei lavoratori nell’ultima call prima di Natale. «Certo, i dirigenti aziendali ci hanno detto che la loro visibilità prospettica non va oltre il mese e mezzo, ma non sono venuti messaggi negativi», sottolinea Rizzo.
«Stellantis – sostiene il segretario della Uilm, Paolo Da Lan – avrà un percorso che durerà un anno, è tutto prematuro. A Cento stanno andando avanti progetti e investimenti lanciati da tempo».
tra diesel ed elettrico
Nei mesi scorsi sono stati messi sul mercato i nuovi motori diesel Wrangler e Gladiator. Ma com’è stato il 2020 dal punto di vista produttivo? «Tutto sommato si è retto – sostiene Marco Rabboni (Ugl) –, pensavo peggio vista la pandemia e il fatto che il nostro mercato di riferimento sono gli Stati Uniti. Anche l’utilizzo della cassa Covid non è stata così massiccia, e questa è una buona cartina di tornasole». Anche per Da Lan le perdite di volumi produttivi in questi mesi «si sono rivelate inferiori alle previsioni più negative: le abbiamo sapute governare al meglio, con le difficoltà del caso».
In un presidio vocato al diesel il passaggio all’elettrico resta un’incognita, «una transizione – osserva il sindacalista Uil – su cui resta molta incertezza a livello mondiale e continentale: vedremo quali saranno gli indirizzi e gli utilizzi, per la motricità elettrica, dei fondi europei in via di stanziamento». È aperta anche una questione di distribuzione, nota Rabboni, «intanto a Cento cominciano a vedersi le colonnine per l’alimentazione e a Pieve alcune sono state inaugurate pochi giorni fa».
L’OCCUPAZIONE
In questo frangente a Cento i dipendenti sono scesi sotto quota mille, tra pensionamenti e congedi volontari. La fabbrica è sotto organico? «Qualche reparto avrebbe bisogno di rinforzi», dice il sindacalista Ugl. «Però quando si chiedono ammortizzatori sociali – sostiene Da Lan (Uil) – difficile ci si possa definire carenti di personale. Se le cose dovessero mettersi bene, teoricamente potrebbero ripartire le assunzioni. Ma non nel 2021, direi».
Anche perché a marzo, piuttosto, scade il divieto di licenziare. «Se nelle grandi realtà come Vm – nota Rizzo (Fim) – non abbiamo grossi timori, è nelle piccole dove potrebbero esserci delle defezioni. In un settore, come quello metalmeccanico, che comunque è stato colpito meno di altri dalla crisi». —
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