«Concorso pilotato all’Asp Non ci sono prove, archiviate»
Azzerata l’indagine per abuso d’ufficio per due funzionari dell’azienda servizi L’accusa mossa su intercettazioni di altre indagini, «ma non sono utilizzabili»
È un’indagine nata dall’inchiesta madre su presunti raggiri nella gestione dell’accoglienza migranti nelle strutture della provincia. Una indagine nata da intercettazioni telefoniche in cui si faceva riferimento ad un concorso dell’Asp, per l’assunzione a tempo indeterminato di 10 figure professionali, che - secondo le ipotesi investigative di Procura e Finanza - poteva essere stato truccato, pilotato. Le ipotesi diventarono capo d’accusa per abuso d’ufficio verso due dirigenti Asp, Fabrizio Samaritani e Antonella Cambrini, ma l’indagine si era fermata lì, agli atti iniziali, perché non sono stati trovati altri riscontri di prova.
In punta di diritto
Per questo motivo ora la procura ha chiesto l’archiviazione per le due posizioni dei dirigenti (Samaritani e Cambrini) motivando proprio, in punta di diritto, che quelle frasi sospette, intercettate, sono inutilizzabili per motivi tecnico-giuridici: e allora senza prove, non si può indagare: archiviazione.
Del resto questa era stata la traccia giuridica solcata fin dai primi atti di questa tranche d’indagine: Samaritani e Cambrini, infatti, erano stati oggetto di una richiesta della procura, nel novembre dell’anno scorso, della misura cautelare della sospensione dalle loro funzioni operative all’interno dell’Asp. Come emerse allora, dal provvedimento del giudice Silvia Marini che non accolse la richiesta del pm Andrea Maggioni, il no alla sospensione derivava dal fatto che le intercettazioni, ritenute fonte di prova del possibile reato di abuso d’ufficio per il ruolo dei due dirigenti nell’ambito del concorso, non potevano essere usate: perché raccolte in altri filoni di indagine (quelli dicevamo sull’accoglienza migranti) e poi trasferite in questo nuovo fascicolo. Ma ciò non è consentito. E dunque se non si potevano usare per la contestazione, non potevano essere una ipotesi per proseguire l’inchiesta. Tuttavia, oltre a questo provvedimento, poi, la inutilizzabilità è suggellata da pronunciamenti della Corte di Cassazione che impediscono di fatto di poter usare materiale d’accusa che proviene da altri fascicoli per altri reati: da qui la decisione della procura di archiviare.
Altri filoni aperti
Ma se questo filone è giunto a conclusione, sono ancora pendenti le altre tranche d’inchiesta: una riguarda il coinvolgimento di un funzionario della Prefettura e di addetti Asp (che gestiva i controlli nelle varie destinazioni di accoglienza dei migranti), ed è ancora pendente anche quello che riguarda la coop “Vivere qui” per truffa e infine altre due associazioni di volontariato. —
Daniele Predieri
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