Infrastrutture viarie necessarie Govoni: bisogna cambiare passo
È il momento di cambiare passo sulle infrastrutture. Lo dice il commissario straordinario della Camera di commercio di Ferrara, Paolo Govoni, a commento dell’indagine del nostro giornale sullo stato dell’arte delle infrastrutture stradali e programmate e sulle azioni da intraprendere.
Le risorse
«Perché – sottolinea - Govoni – se è un fatto consolidato che un adeguato sistema infrastrutturale rappresenti una condizione essenziale e necessaria per aumentare la produttività e la competitività di un sistema territoriale, è altrettanto vero che i “costi del non fare” minano la capacità delle nostre imprese di recuperare il terreno perso in questi anni di crisi economica e compromettono lo sviluppo futuro dei nostri territori».
Dopo la crescita del 25% degli investimenti pubblici in infrastrutture in Italia tra il 1997 ed il 2004, sottolinea Govoni si è toccato con mano un trend negativo, tuttora in atto, che ha riportato l’ammontare degli investimenti in valore assoluto ai livelli di metà anni Novanta.
«Eppure – continua il commissario straordinario della Camera di commercio di Ferrara – il binomio infrastrutture-sviluppo è l’unico su cui possiamo giocare qualche sfida per aprirci all’Europa e ai mercati internazionali. C’è una diffusa percezione dell’esistenza di un gap da colmare per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto anche nella nostra provincia. Questa percezione è testimoniata dalle imprese, ma è anche alimentata dal vissuto individuale, ogni volta che accade di trovarsi in coda in autostrada o che si attende con trepidazione l’arrivo di una spedizione. Attenzione, però: non è necessariamente un tema di spesa e di risorse, che pure sono calate in rapporto al Pil, anche se non in modo profondamente differente da quanto accaduto altrove. C’è un tema di disegno complessivo, di efficienza, di regolamentazione che in un momento in cui con insistenza si parla di rilancio vanno considerati».
Il contributo delle infrastrutture alla crescita, alla riallocazione delle risorse e delle attività produttive, per Govoni, è l’evidenza stessa della loro utilità economica, oltre che sociale. Il potenziamento delle reti infrastrutturali, infatti, crea condizioni operative migliori per le imprese e per i cittadini, sia favorendo l’abbattimento dei costi di trasporto, sia creando maggiore certezza nei tempi di movimentazione ed aumentando il grado di competitività del sistema economico.
Le infrastrutture
«A questo proposito - dice Govoni - dato l’elevato livello di integrazione fra la catena logistica ed il processo produttivo di un’impresa, la disponibilità e le possibilità in termini di modalità di trasporto per le aziende rappresentano un input produttivo al pari dei fattori capitale e lavoro. Tuttavia, a differenza di quest’ultimi, le infrastrutture non sono un bene delocalizzabile. Per tale motivo, le sfide attuali dell’economia globale devono essere raccolte e affrontate anche attraverso la predisposizione di una dotazione del sistema infrastrutturale e logistico efficiente e moderno, in grado di rispondere alle esigenze del territorio. Abbiamo bisogno di reti che siano al passo con i tempi, con l’espansione del traffico, nonché con lo stesso livello di sviluppo dei territori e delle loro esigenze di relazionarsi con gli altri territori, a livello sia nazionale sia internazionale. Anche per questo definire il “progetto Cispadana”, comprenderne la domanda, stabilirne le priorità, ricercare e costruire il consenso necessario per la sua attuazione, reperire i finanziamenti è stata una delle sfide portate avanti in questi anni dalla Regione Emilia-Romagna, dalle istituzioni locali, dalle Organizzazioni imprenditoriali, dalla Camera di commercio. Una sfida del fare, uscendo da sterili localismi per cogliere opportunità ed economie di dimensione proprie delle aree vaste, con l’obiettivo di contribuire a dotare territori ed economie locali di quelle infrastrutture che rappresentano una condizione necessaria per conseguire efficienza, recuperare in competitività e tornare a far crescere significativamente a nostra economia e la nostra società, da troppi anni attestate su tassi di sviluppo del tutto insoddisfacenti».
Partecipazioni
Tra le partecipazioni strategiche detenute dalla Camera di commercio di Ferrara per lo sviluppo del territorio ferrarese fuori provincia c’è l’aeroporto Marconi di Bologna (che, per la vicinanza, può e deve essere considerato l’aeroporto anche di Ferrara) e in Sapir Spa, il principale terminal operator del porto di Ravenna e uno dei più grandi in Italia. —
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