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Passano all’Anas ottanta chilometri di strade ferraresi

 Passano all’Anas ottanta chilometri di strade ferraresi

La Provincia intanto investe oltre venti milioni per interventi Il piano per affrontare le problematiche più urgenti

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Le condizioni non ottimali delle infrastrutture stradali in provincia di Ferrara sono ben documentate da una viabilità che sostanzialmente è rimasta ferma al secolo scorso, salvo rari casi di nuove arterie veloci e che aspetta i nuovi grandi progetti di viabilità per uscire da un cronico isolamento.

Il ritorno dell’Anas

Tra le novità che si prospettano nell’immediato in termine di viabilità provinciale c’è la data del prossimo 15 marzo quando 80 chilometri di strade attualmente sotto al gestione della Provincia torneranno sotto la gestione statale dell’Anas. Alcune strade statali nel 1999 infatti furono dismesse dall’Anas, passarono alla Regione che a suo volta le diede in gestione all’amministrazione provinciale. Poco male fino alla riforma interrotta degli enti locali, in quanto la Provincia era in grado in precedenza di finanziare gli interventi con entrate proprie.

Negli ultimi 8 anni invece la Provincia ha dovuto faticare non poco per reperire le risorse necessarie a garantire la manutenzione e i programmi di potenziamento stradale.

Le strade interessate

L’Anas tornerà quindi a farsi carico di alcune strade che torneranno statali e non più provinciali. In particolari si tratta della Sp 68 nel tratto che va da Consandolo fino all’incrocio con la Gran Linea in prossimità di Mezzogoro. Da quel punto la Gran Linea, Sp 60, fino all’incrocio con la Statale Romea diventerà di competenza dell’Anas. Altro passaggio di gestione sarà l’intero tragitto della Sp 67 Mirabello-Casumaro, e alcuni chilometri iniziali della Sp 66 quella che va a Cento e pochi chilometri anche della Virgiliana, da Ferrara al bivio di Cassana-Porotto. Visto l’imminente passaggio su questi tratti stradali non saranno previsti nell’immediato interventi da parte dell’amministrazione provinciale, che cederà la gestione all’Anas. L’azienda nazionale delle strada tra l’altro nel Ferrarese gestisce complessivamente quasi 146 chilometri con le statali esistenti: Romea, Porrettana, Adriatica, oltre che alla tangenziale ovest di Ferrara e la superstrada Ferrara-Mare.

Minarelli (Provincia)

«La Provincia di Ferrara - osserva il vicepresidente dell’amministrazione provinciale, Nicola Minarelli - al pari delle altre ha scontato nei primi anni post riforma una drammatica riduzione delle risorse a partire da quelle a disposizione per manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio viario. Le cose stanno però cambiando e nell’ultimo periodo, grazie a maggiori finanziamenti statali e regionali, si è in grado di avere un ammontare economico che consente una graduale ripresa degli investimenti (anche se ancora largamente inferiore alle necessità).

Gli investimenti

Già nel 2020 sono stati poco meno di 4 i milioni messi a disposizione, ma c’è una prospettiva stabile nel prossimo triennio di capacità di interventi. Saranno infatti 4, 3 i milioni di euro a disposizione nel 2021 per passare a 6 milioni per il 2022 e 2023. Per un totale in quattro anni di quasi 20 milioni.

«Fondi - continua il vicepresidente - ovvio non risolutivi di tutte le problematiche, ma che sono sicuramente sufficienti a riprendere una manutenzione più consistente dei manti stradali, dei ponti, della segnaletica e delle barriere di sicurezza. L’ufficio tecnico sta mettendo a punto un sistema di definizione delle priorità il più oggettivo possibile che si basa su diversi parametri. Questo sistema assieme alla definizione puntuale degli interventi sarà oggetto di un incontro alla presenza di tutti i sindaci e che si terrà a fine mese».

«Da un lato dunque - conclude Minarelli - sono necessari interventi straordinari per costruire quei nuovi assi viari strategici che possono rendere più efficace il trasporto da e per la nostra provincia (Cispadana, Statale 16 solo per citarne alcuni) e sui quali la regione sta lavorando per renderli realizzabili nel più breve tempo possibile. Dall’altro con questi interventi più “ordinari” la Provincia aggredirà le problematiche più urgenti che le competono e lo farà attraverso una programmazione puntuale e stabile nell’arco dei prossimi anni». —

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