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Teatro della Concordia Il progetto definitivo accolto dalla giunta

Mario Bellini
Teatro della Concordia Il progetto definitivo accolto dalla giunta

Un altro passo avanti per il restauro: ora il piano esecutivo L’assessore Bernardi: prevediamo almeno due lotti di lavori 

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PORTOMAGGIORE. Il restauro del Teatro Concordia avanza. Lo ribadisce l’assessore Dario Bernardi, spiegando che nella riunione di giunta di fine anno l’amministrazuione comunale ha «recepito il progetto definitivo degli Studi Berlucchi (capogruppo) e Trebeschi di Brescia e dello studio Cova di Torino. Dal lavoro svolto fino ad ora emerge che lo stato delle strutture esistenti (fatti salvi i lavori per il Ridotto e per il tetto eseguiti circa 20 anni fa) è fortemente compromesso e bisognoso di un intervento decisamente robusto».

IL PIANO ESECUTIVO

Recepito il progetto definitivo, ora il Comune procederà con l’approvazione e con l’affidamento dell’incarico allo Studio Berlucchi e colleghi di procedere alla stesura «del progetto esecutivo (auspicabilmente entro la prossima primavera) per poter poi passare alla gara d’appalto per l’esecuzione lavori. E comunque – ribadisce l’assessore – prevediamo almeno due lotti funzionali: il primo con il recupero completo della struttura e il secondo con le opere complementari relative alle macchine sceniche e loro accessori».

IL TEATRO CHE VERRÀ

Alla fine saranno previsti «quattro blocchi funzionali. Una zona di avancorpo particolarmente vocata alla ricezione del pubblico con foyer, biglietteria, bar e guardaroba al piano terra e Ridotto e sala conferenze al primo piano».

Quindi il corpo della sala teatrale «su quattro livelli, con la platea e tre ordini di palchetti collegati dalle scale storiche a tutti i piani; la torre scenica con il palco e, nel sottopalco, il magazzino e parte degli impianti. E il corpo laterale dei camerini (da rifare integralmente) e dei servizi igienici per il pubblico».

VERSO LA META

Con il nuovo atto ci si sta dunque avvicinando all’attesa meta del recupero del teatro portuense. «Sì – rileva Bernardi – ma al momento siamo come scultori che hanno solo sbozzato la forma generale del lavoro. Servirà entrare nei dettagli e fissare i particolari per dare anche un’anima, insieme a tutti i portuensi, al Nuovo Concordia, e in costante rapporto con la Soprintendenza». —

Mario Bellini

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