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Emergenza coronavirus a Ferrara
L’operazione va a regime 

Vaccini anti-Covid Ieri quasi 500 iniezioni ma l’obiettivo è mille

Gi.Ca.

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Cinque postazioni all’ospedale Sant’Anna, tre all’ospedale del Delta e due all’ospedale di Cento, più la Casa della Salute di Ferrara e le unità mobili che porteranno il vaccino nelle case di riposo e nelle rsa. La task force mista Asl-Sant’Anna, il gruppo di vaccinatori che somministrerà a regime il siero anti-Covid, è in azione da ieri. Non è ancora operativa al completo ma gestirà la fase della vaccinazione che porterà verso quota mille il numero delle iniezioni eseguite quotidianamente in provincia.

La marcia sarà a tappe forzate perché l’obiettivo dell’Emilia Romagna è immunizzare il primo contingente (medici, infermieri, oss e ospiti delle cra) con la prima dose entro il mese di gennaio e chiudere con la seconda entro febbraio. La fornitura dei vaccini, intanto, procede con regolarità. Oggi, spiega il coordinatore della cabina di regia, Emanuele Ciotti, dovrebbero arrivare altre 4.680 dosi che saranno messe a disposizione dei due centri attivi in questi giorni in provincia: Cona e Delta.

A Ferrara ieri, secondo i conti comunicati dalla cabina di regia, sono state somministrate 336 dosi (con cinque postazioni operative), altre 144 a Lagosanto: 480 in tutto. Ma già oggi la quota a carico dell’ospedale Sant’Anna dovrebbe salire a 420 dosi, innalzando il totale giornaliero a 564.

Quando sarà aggiunto il terzo centro di vaccinazione - l’ospedale di Cento con 2 postazioni e 96 dosi a regime - la somma provinciale dovrebbe raggiungere le 660. Il penultimo tassello è costituito dalle unità mobili, che raggiungeranno le residenze per anziani: la prima cra già domani. La copertura per questa fascia è di 250 vaccinazioni al giorno.

A breve, quindi, il potenziale provinciale dovrebbe superare le 900 dosi. Dal 12 gennaio, poi, potrebbe dare manforte anche la Casa della Salute di Ferrara e a quel punto si dovrebbero sfiorare le mille dosi.

La Fiera potrebbe entrare in gioco quando, dopo marzo, sarà il turno del resto della popolazione (cronici, persone a rischio, personale della scuola etc.). «Nel frattempo - conclude Ciotti - continuiamo a cercare gli operatori per completare le squadre dei vaccinatori». —

Gi.Ca.

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