Via libera agli Euro 4, stop rinviato per Covid
Il summit tra le Regioni padane: restrizioni alla mobilità previste dall’11 gennaio sono incompatibili con le misure antivirus
Lo stop ai veicoli diesel Euro4 verrà rinviato al termine dell'emergenza Covid e verranno prese adeguate misure compensative già entro gennaio. Il blocco, come misura antismog, per gli Euro 4 era previsto per il prossimo 11 gennaio, ma il blocco deve essere rinviato come chiedono al Ministero dell’Ambiente i presidenti delle Regioni del Bacino Padano, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto.
Liberi a Ferrara e Cento
La richiesta verrà presentata nelle prossime ore ed è pressochè scontato l’accoglimento del provvedimento che vale solo, nella provincia, per i comuni di Ferrara e Cento e va di pari passo ad altri decisi ieri all’incontro in video conferenza tra i presidenti Stefano Bonaccini, Attilio Fontana, Alberto Cirio e Luca Zaia, coi rispettivi assessori regionali all'Ambiente.
Un incontro per fare il punto sulla qualità dell'aria nell’area più inquinata e produttiva del Paese e mettere sul tavolo il «massimo impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti» alla luce del fatto che sono stati presentati progetti per il Next Generation Eu da 2 miliardi di euro. Come spiega una nota dopo l’incontro «le restrizioni al trasporto pubblico e alla mobilità privata e le misure di sicurezza adottate per limitare il contagio risultano incompatibili con un ulteriore intervento restrittivo sulla mobilità individuale».
Dunque, al momento con l’emergenza Covid che detta ancora agenda, calendari e spostamenti a seconda del colore delle zone (ancora da decidere per dopo il 7 gennaio) le quattro Regioni hanno ribadito la massima attenzione alla qualità dell’aria e alla tutela della salute dei cittadini.
Per questa ragione, oltre il rinvio delle misure di restrizione sugli autoveicoli, le Regioni hanno deciso di prevedere, già a partire da questo mese, adeguate misure di compensazione intervenendo «in modo incisivo e mirato» sulle fonte inquinanti legate a impianti di riscaldamento e e emissioni da attività agricole e di allevamento.
Piano urgente
Ma per il futuro, serve soprattutto, hanno ribadito le Regioni del Bacino Padano al Governo, «con urgenza un piano straordinario di interventi strutturali» e poter far fronte alle imposizioni della condanna della Corte di Giustizia Europea del novembre scorso sulla qualità dell’aria nel nostro Paese, e del bacino padano.
Un piano che dovrà anche attuare tutte le misure previste e condivise con la Commissione Europea, nel protocollo sottoscritto del giugno 2019 al termine del Clean Air Dialogue dal premier Conte. —
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