Dal progetto Domina fino al Rifugio Link La protezione contro i violenti si completa
L’assessore fra bilanci e prospettive: aiutate 12 donne in tre anni, assieme ai loro bambini e agli animali da compagnia
CENTO. Dal progetto Do.Min.A. (Donne, Minori, Animali), che dal giugno del 2018 ha aiutato ben 12 donne vittime di violenza e maltrattamento, alla realizzazione del Rifugio Link, che accoglierà madri con bambini e animali di affezione, spesso vittime trasversali della stessa mano violenta. La Polizia locale di Cento, sempre più nodo nevralgico nella rete contro la violenza su donne, minori e animali.
È l’assessore alla sicurezza Antonio Labianco a tracciare il bilancio dell’attività svolta nell’ambito di “Do.Mi.A. Dare voce alla violenza silente”. Sostenuto dalla Regione, il progetto nasce nel 2018 su iniziativa della Polizia locale di Cento, che ha messo al centro della propria attività il tema cocente della violenza su donne, minori e animali, soggetti in apparenza distanti tra loro, ma di fatto legati da un sottile filo conduttore. All’interno di un ambiente familiare, infatti, sono spesso vittime dello stesso violento.
NUCLEO ANTI VIOLENZA
«Coordinato dal comandante Fabrizio Balderi e formato dall’ispettore superiore Massimo Perrone e dall’assistente capo Michela Bosi, il Nucleo anti violenza (Nav) – riferisce l’assessore Labianco – ha messo fin da subito in campo la propria capacità investigativa, aiutando nel 2018 quattro donne con minori vittime di violenza e maltrattamenti, 4 nel 2019 e 4 nel 2020, con due denunce: una per lesioni e una per violenza sessuale aggravata, seguite in stretta collaborazione con la sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura di Ferrara. Molte le donne che si sono rivolte al Nav per avere informazioni, per essere poi indirizzate a professionisti e consulenti specifici. Parte integrante della rete istituita dal Codice Rosso, il Nav svolge attività di polizia giudiziaria in stretta sinergia con Centro Donna Giustizia, i Servizi sociali e le altre forze dell’ordine di Cento. Due le denunce per maltrattamenti e crudeltà su animali, ma molto è il lavoro metodico di prevenzione svolto a fronte di segnalazioni riguardanti casi di pregiudizio e maltrattamento su animali. Questo ha permesso risoluzioni, senza arrivare all’autorità giudiziaria».
Al centro di diversi incontri con i cittadini e convegni di formazione, il progetto Do.Min.A. è stato ampliato nel 2019 con il coinvolgimento del controllo di vicinato.
«Come riconosciuto anche dalla Regione – sottolinea Labianco –, non solo è stato possibile sensibilizzare la rete di vicinato già costituita sul fenomeno della violenza nei confronti di soggetti fragili, ma anche raccogliere via via sempre più informazione utili a individuare situazioni a rischio e di disagio presenti sul territorio. Segnalazioni su cui gli operatori della Polizia locale hanno poi investigato».
Nel 2020, poi, l’innovativo progetto Volontariato alleato, finanziato dalla Regione, che ha coinvolto il terzo settore.
«Nel comando della Polizia locale di Cento è stato creato un tavolo di coordinamento, a cui hanno aderito varie associazione operative nel Centese, diventate così veri e proprio recettori, “occhi e orecchie” sul territorio”.
Infine, la decisione dell’amministrazione comunale di mettere a disposizione un appartamento, il Rifugio-Link di Cento: «Sistemato con il contributo della Regione, l’alloggio (ex Erp) potrà accogliere per i prossimi due anni donne e bambini, con animali al seguito, vittime di violenza trasversale, sempre in sinergia con Centro Donna Giustizia e qualsiasi altro centro anti violenza sul territorio nazionale. L’appartamento è ancora più prezioso e indispensabile, uno spazio in più per l’accoglienza, visto il numero crescente delle emergenze quotidiane che Polizia locale, forze dell’ordine e Centro Donna Giustizia si trovano a dover affrontare».
LA CASA PROTETTA
Un luogo protetto che non accoglierà solo i minori, ma anche animali: «Una problematica più volte denunciata dal Centro Donna Giustizia di Ferrara: spesso l’animale di affezione, il cane o il gatto, viene usato come arma di ricatto dal violento. Una minaccia per far permanere la donna in casa e spingerla a continuare a subire violenze e maltrattamenti. Del resto – evidenzia Labianco – garantire la salvezza dell’animale, aumenta la disponibilità delle donne a chiedere aiuto e la possibilità che intraprendano un percorso di sostegno».
Infine, l’impegno dell’assessore: «Obiettivo è dare sempre più operatività ed efficacia al nucleo, dotato di grandi potenzialità». —
Beatrice Barberini
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