Energia, mercato libero ma serve più chiarezza
Federconsumatori lancia l’allarme: prezzi non convenienti e offerte confuse Una giungla di aziende, oltre 700, che va regolamentata attraverso un albo
Passaggio al mercato libero dell’energia: dal primo gennaio, per le piccole e medie imprese, e Ferderconsumatori Ferrara lancia l’allarme («prezzi poco convenienti, offerte poco chiare»), facendo appello a campagne informative, già previste, chiedendo un albo ufficiale dei venditori, e annunciando «un anno ricco di iniziative e rivendicazioni, per ottenere misure più eque per i cittadini», in vista del primo gennaio 2022, «data per il passaggio obbligato delle famiglie al mercato libero».
«A staccare la spina del mercato tutelato sono state circa 200mila pmi, obbligate a passare al mercato libero in nome di una incompiuta liberalizzazione – dice Ferderconsumatori – Dal primo luglio 2007, infatti, esiste il mercato libero dell’energia, senza che mai si siano creati in esso i presupposti di una reale, libera, corretta e trasparente concorrenza. Secondo la nostra lunga esperienza in materia, invece, il mercato libero è stato il terreno di prova in cui si sono sviluppate e alimentate le più selvagge e sfrenate pratiche commerciali scorrette a danno dei clienti».
Ferderconsumatori parla di prezzi poco convenienti («la stessa Arera parla di un aumento medio, passando al mercato libero, di circa il 20% rispetto alle tariffe del mercato tutelato, con un aggravio a carico delle famiglie» ), ma anche di «offerte poco chiare, contorte, ingannevoli», e «mancato rispetto delle più basilari norme sulla trasparenza nei confronti dei clienti». Da qui la necessità per Ferderconsumatori, «di una corretta informazione, soprattutto per sottrarre i cittadini dalla disinformazione e dalle vere e proprie minacce delle aziende. Campagna che, secondo una recente disposizione normativa, entro il 31 gennaio 2021 Arera, Gse, Acquirente Unico ed Enea dovranno organizzare».
Ma serve anche «rendere più concorrenziale e trasparente il mercato, sfoltendo la giungla di aziende, oltre 700, che vi operano. Per questo, da anni, chiediamo un albo ufficiale dei venditori, per far sì che sul mercato possano operare solo coloro che rispettano i diritti dei cittadini e dei lavoratori, che sono in possesso di tutti i requisiti necessari sul piano economico e che improntino la loro strategia industriale agli obiettivi dell’agenda 2030».
L’impostazione attuale del passaggio definitivo al mercato libero «si configura solo come un enorme regalo alle maggiori aziende del Paese. Regalo che non abbiamo mai avallato e che abbiamo sempre contrastato, in quanto a tutto svantaggio dei cittadini», dice ancora Ferderconsumatori in risposta «ad alcune accuse rivolte genericamente alle associazioni dei consumatori che regolano i conti con Enel nel retrobottega. Gli accordi nel retrobottega non fanno parte della nostra cultura, anzi, ben vengano queste polemiche per affermare la necessità di rapporti trasparenti e limpidi tra associazioni dei consumatori e aziende, che vadano al di là di sistemi di certificazio ne e di sostegno a vario titolo, su cui anche noi chiediamo di fare chiarezza». —
Giovanna Corrieri
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