Il Pd: la residenzialità è giusta distorsiva la sua applicazione
Equità sociale? I “coraggiosi” regalano un dizionario al sindaco Cgil, Cisl e Uil: così non si dà il giusto peso ai bisogni non lasceremo soli i cittadini
Il giorno dopo è un fuoco di fila di affondi sul «prima gli italiani» nella graduatoria delle case popolari, sulla scia della scudisciata dell’arcivescovo e dei rilievi più tempestivi. Il Pd, con il capogruppo Francesco Colaiavoco e il segretario comunale Alessandro Talmelli, difende il principio dei punteggi premianti per i residenti storici («è stata introdotta dal presidente Stefano Bonaccini tramite la legge regionale del 2018 ed è applicato ad Argenta, Ostellato e Portomaggiore»), ma definisce «distorsione del criterio di equità sociale» la sua applicazione da parte della giunta Fabbri. «L’amministrazione, attribuendo punteggi in modo abnorme senza limiti alla residenzialità, risponde ad una logica demagogica identitaria che per penalizzare gli stranieri in realtà non va incontro ai bisogni dei cittadini ferraresi più fragili». I dem indicano giovani coppie, famiglie con minori e in difficoltà economica. Promette di «vigilare» sulla graduatoria la vicecapogruppo Ilaria Baraldi, che chiede «notizie sull’alloggio pubblico occupato dal vicesindaco Lodi».
Vuole «regalare un dizionario al sindaco» per il significato delle sue parole sull’equità sociale Leonardo Fiorentini (Ferrara coraggiosa), che considera «davvero inaccettabile» aver messo «al secondo posto i bisogni delle persone ed al primo la loro presenza pregressa sul territorio».
Dura nella sostanza anche la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil: «In una società segnata da profonda precarietà e ingiustizie sociali, per contrastare seriamente povertà e disuguaglianze servono politiche sociali che nutrano la coesione tra le persone: discriminare in base alla provenienza, alimentando il fuoco dell’intolleranza, rende più fragile una comunità». Nel merito, la critica è al fatto «che un punteggio illimitato per la residenzialità storica, a scapito della situazione familiare ed economica, sommato al taglio netto di punteggio per chi si trova in condizione di emergenza abitativa, determinasse un quadro in cui il bisogno rischia di non essere l’elemento che determina il diritto. Non è certamente un vantaggio - insistono i sindacati - il richiamo del sindaco alla valorizzazione delle coppie giovani, considerato che il punteggio previsto per loro è stato ridotto rispetto al precedente regolamento, mentre gli anni di residenza nel Comune per ottenerlo è stato alzato da tre a dieci». C’è l’attacco alla «questione manifestamente illegittima e discriminatoria della certificazione dell’impossidenza», con la promessa «non lasciar soli i cittadini in difficoltà».
Tra gli aspetti criticabili, i Cittadini del mondo citano anche il punteggio negativo per i morosi con il Comune, «così sono puniti i più poveri, tutti coloro che per qualsiasi motivo non abbiamo potuto pagare la mensa o la retta dell’asilo»; e i punti per i nuclei con un figlio, «così possono passare davanti in graduatoria a chi di figli ne ha due o tre». —
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