Addio a Galletti: rimane il suo no alla Cispadana come autostrada
Si è spento a 69 anni uno dei più agguerriti difensori dell’ambiente Il cordoglio parte dalla sua XII Morelli e arriva oltre i confini nazionali
XII MORELLI. Cordoglio nel Centese per la scomparsa Luciano Galletti: protagonista di tante battaglie contro la realizzazione dell’autostrada Cispadana; si è spento all’età di 69 anni. Galletti ha lottato con la forza e la grinta che lo contraddistingueva contro una malattia che non gli ha lasciato scampo. Circondato dall’affetto dei suoi cari, è deceduto il 5 gennaio nella sua casa a XII Morelli.
Era un uomo dalle grandi passioni, metteva energia, determinazione e impegno in tutto ciò a cui credeva, e come tale sosteneva: aveva a cuore la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute, e per questo si è sempre battuto per una Cispadana a scorrimento veloce. Molto conosciuto in tutto il Centese per sua battaglia contro l’autostrada, Galletti è stato tra i fondatori del Comitato locale No C2c e attivo nel Coordinamento Cispadano No autostrada–Sì strada a scorrimento veloce. Grazie alla sua competenza e capacità di analisi, fu anche ideatore di un progetto alternativo del tracciato, che riteneva molto meno impattante per il Centese.
Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia, dal Centese ma anche da Francia e Germania, dove Luciano aveva intrecciato e mantenuto contatti per motivi lavorativi. Il suo primo lavoro fu presso l’Ong Associazione Italiana di Raoul Follereau (Aifo) di Bologna, dove Galletti era referente di gruppo e accompagnava medici, volontari e missionari nell’attività di raccolta fondi per sostenere la lotta contro la lebbra e ogni forma di ingiustizia ed emarginazione nel Terzo Mondo. Consigliere comunale a Cento, negli anni ’80 iniziò a lavorare alla Vm, nell’area manager del Sud Est Asiatico e Oceania.
Grazie al suo carattere espansivo e alla sua professionalità, aveva intrecciato contatti in tutto il mondo, per questo come consulente aiutò tante piccole e medie imprese italiane ad affacciarsi sul mercato estero per l’export di prodotti made in Italy. In questo settore proseguì l’attività, mettendosi in proprio, fino alla pensione.
Luciano Galletti lascia la moglie Pinuccia, i figli Matteo e Silvia, con il genero Matteo e gli amatissimi nipoti. In attesa che venga fissata la data dei funerali, ieri si sono tenuti la messa e il rosario in sua memoria.
Il ricordo di Silvano Tagliavini del Coordinamento: «Luciano ci ha lasciati, ma non soli: da lui ereditiamo la sua caparbietà, la sua voglia di lottare per una causa che sarebbe riduttivo definire locale, una questione che investe le nostre coscienze, guardando a una società più giusta, dove il diritto e il dovere di vivere e lasciare un mondo migliore anche sotto il profilo ambientale dovrebbe essere il filo conduttore dell’agire di tutti». —
Beatrice Barberini
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